Colpi di fucile nella notte al Sacro Monte, ucciso un gatto, i residenti: “Denunciamo“
L’animale raggiunto da una rosa di pallini da caccia nella serata di domenica. Gli abitanti di via Prima Cappella protestano: “Spari nei boschi e vicino alle strade: chissà quanti altri animali hanno fatto la stessa fine”

Proprio sotto al Sacro Monte spari d’arma da fuoco nella notte, e non solo.
Colpi di fucile in orari serali e all’imbrunire che hanno lasciato per strada un gatto col corpo riempito di pallini di piombo da caccia: i residenti hanno trovato l’animale fuori dal cancello di una residenza in via Prima Cappella (strada che si dipana dalla sp62 all’altezza di Fogliaro e che porta verso la zona di Oronco).
Scrive, a Varesenews, una residente che per ragioni di riservatezza chiede di non essere citata: «Scrivo per segnalare una situazione incresciosa e illegale che si sta attuando in zona via Prima Cappella (e limitrofe), a Varese. Siamo sotto al Sacro Monte, in una zona della città abitata e molto frequentata anche da non residenti, in estate anche di sera tardi. È una zona “bene” di Varese. Questa era la premessa. È accaduto che domenica scorsa (30 giugno), intorno alle 17.30, abbiamo trovato un gatto in strada, sembrava fosse stato investito. Portato in una clinica veterinaria, è invece risultato, dalle radiografie fatte, che al gatto era stato sparato, avendo 5 pallini diffusi nel corpicino. Durante la notte il gatto è purtroppo deceduto».
Una brutta storia che fa arrabbiare, e allarma i residenti. «Quello che vogliamo mettere in risalto, noi residenti della zona, è che di notte molto spesso si sente sparare. E sparano anche ai gatti, questa è l’evidenza emersa da questo povero gatto che per puro caso è stato trovato al margine della strada… Ma a questo punto, quanti altri animali sono stati uccisi così?», si chiede la lettrice
«L’uccisione di animali è un reato (art.544 bis c.p). Queste cose non devono più accadere…. Da nessuna parte, e a maggior ragione in un centro abitato», conclude la residente.
È reato naturalmente anche sparare per strada o nei boschi («Accensioni ed esplosioni pericolose», 703 cp), ed è proibito compiere atti di bracconaggio, anche se in questo caso le modalità impiegate per uccidere l’animale domestico lasciano intendere altro: probabilmente cioè non si tratta dell’uccisione casuale di un animale da parte di bracconieri dal momento che il munizionamento impiegato per attività di uccisione illegale di grandi animali come cervi, cinghiali e altri ungulati appare certamente diverso.
Del fatto sono state allertate le autorità sanitarie (il distretto veterinario di Ats Insubria) e verrà sporta denuncia sul fatto alle forze dell’ordine.
(nella foto: bolloli vuoti di munizioni da caccia calibro 12, foto pixebay)
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