A piedi da Mercallo a Santiago de Compostela, l’avventura di Massimo Tamborini
Un viaggio di oltre tre mesi e 2.000 chilometri cominciato dalla soglia di casa. «Un'esperienza impossibile da descrivere»

Nella foto Massimo Tamborini insieme all’amico (e appassionato camminatore) Luciano Varalli
La strada sotto i piedi, il peso dello zaino in spalla e il sole sopra la testa: la magia di percorrere il più famoso cammino del mondo è difficile da descrivere a chi non l’ha mai provata, ma c’è qualcuno – come Massimo Tamborini – che la conosce benissimo. Cittadino di Mercallo, Massimo ad aprile è partito da casa sua per raggiungere la città di Santiago de Compostela a piedi.
La sua avventura è cominciata il 15 aprile dal cortile di casa sua a Mercallo, ma il sogno di intraprendere il cammino di Santiago era nel cassetto già da alcuni anni. «Mi è sempre piaciuto camminare – racconta Massimo – e sono iscritto al Cai da ormai 40 anni. Quest’anno ho avuto finalmente l’occasione di partire per il cammino e ho colto l’opportunità per visitare alcune città francesi e spagnole nelle quali non ero mai stato, percorrendo anche dei tratti di altri cammini nelle vicinanze».
Massimo è entrato a Santiago de Compostela alle 10 del mattino del 26 luglio (il giorno prima del suo compleanno). Un momento emozionante, reso ancora più speciale dal suono delle campane e delle cornamuse, che hanno cominciato a suonare proprio mentre il viaggiatore di Mercallo metteva piede nella piazza della cattedrale.
L’evento più toccante del viaggio, però, si era già verificato molti chilometri prima: quando Massimo è arrivato al paese di Saint-Jean-Pied-de-Port, vicino al confine tra la Francia e la Spagna. «Erano da giorni che vedevo i Pirenei all’orizzonte – racconta Massimo -, ma nonostante tutta la strada che percorrevo, sembravano non avvicinarsi mai. Quando finalmente mi sono ritrovato ai loro piedi, a Saint-Jean-Pied-de-Port, e ho attraversato l’arco di Saint-Jacques, la soddisfazione è stata immensa».
Ma il cammino non è stato privo di difficoltà. «Il momento più difficile – ricorda Massimo – è capitato sull’altopiano delle Mesetas, il granaio della Spagna. Un posto meraviglioso, che ho attraversato circondato da campi nel pieno della loro maturazione, ma è anche dove ho cominciato a sentire i primi sintomi della tendinite. Ho avuto paura di dover rinunciare al cammino. Alla fine, però, dopo qualche giorno di riposo sono riuscito a ripartire».
Un’imprevisto che nonostante tutto ha dato l’opportunità a Massimo di conoscere persone nuove. «Durante il cammino – racconta Massimo – ho incontrato viaggiatori da tutto il mondo: un italiano che era partito da Spoleto, una ragazza proveniente dall’Olanda e tante persone dalla Francia e dalla Spagna. Sulla strada ho conosciuto anche un ragazzo arrivato da Hong Kong».
«Compiere questo viaggio – sottolinea Massimo – è stata un’emozione indescrivibile. L’unico modo per conoscerla, è viverlo di persona».
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