Negli ultimi 80 anni i danni economici del maltempo ammontano a 360 miliardi di euro
Secondo la Banca d’Italia circa 1.000 miliardi di euro del patrimonio immobiliare sono a rischio. L'analisi dello Starting Finance club dell’Università Liuc di Castellanza

Questo articolo è stato curato da Vittorio Iacovoni dello Starting Finance club dell’Università Liuc di Castellanza
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Il cambiamento climatico e le alluvioni
Come abbiamo visto le scorse settimane o l’anno passato con l’alluvione in Emilia Romagna, l’Italia sta affrontando un aumento preoccupante delle alluvioni e fenomeni naturali, causato dai cambiamenti climatici, un’urbanizzazione incontrollata ed una scarsa gestione del territorio da parte degli enti statali. Le piogge intense, spesso concentrate in brevi periodi, sovraccaricano i nostri sistemi idrici e provocano inondazioni devastanti. I danni alle infrastrutture, all’agricoltura e alle abitazioni sono sempre più ingenti, con gravi ripercussioni economiche e sociali. In futuro, se teniamo conto che ad oggi il 95% dei comuni è a rischio, le città dello Stivale che saranno gravemente colpite dagli eventi atmosferici cresceranno esponenzialmente.
Le conseguenze economiche
Secondo un rapporto Sima, negli ultimi 80 anni, i danni economici causati da eventi atmosferici, la cui maggioranza non è coperta da polizze assicurative, hanno raggiunto quota 360 miliardi di euro, 10 dei quali subiti solamente negli ultimi 2 anni. Nonostante la spesa annua sia salita a 3 miliardi l’anno, la Corte dei Conti stima che siano necessari ulteriori 26 miliardi per mitigare il rischio. Per quanto riguarda la principale ricchezza degli italiani, ovvero quella immobiliare, la Banca d’Italia afferma che circa 1.000 miliardi di euro di patrimonio sono a rischio, con una perdita annua attesa che potrebbe arrivare a circa 3 miliardi di euro ogni anno. In più causano interruzioni della filiera logistica, dei trasporti, danni a macchinari e fabbriche, e non da meno le alluvioni sono la causa della perdita di almeno il 40% dei raccolti nelle zone colpite.
Impatto sulle assicurazioni
Tutto ciò comporta delle conseguenze dirette su quelli che sono i prezzi delle polizze per noi cittadini, prezzi che sono incrementati significativamente negli ultimi anni essendo che le compagnie assicurative devono effettuare dei rimborsi più elevati. Nel 2023, numeri alla mano, le polizze sono in media aumentate del 10% circa, un trend che continuerà ad essere in crescita anche per i prossimi anni. Ma ad aumentare deve essere anche il numero di abitazioni ed imprese ad essere assicurate, che ad oggi è minimo, circa 1%-2%. Il governo ha infatti introdotto l’obbligo per le imprese di stipulare una copertura assicurativa contro i rischi catastrofali entro il 31 dicembre 2024.
Conclusioni
Si devono implementare il prima possibile, delle serie misure per mitigare il rischio, soprattutto in un Paese fragile come il nostro, soprattutto per evitare di pagare conseguenze peggiori in futuro.
Fonti: Banca d’Italia, Corte Dei Conti, AXA SIMA (Società Italiana Medicina Ambientale)
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