Un’interrogazione sull’Informagiovani di Varese, Angei:”Perché gli spazi sono ancora chiusi?”
Il vicecapogruppo della Lega, ha portato un’interrogazione in Consiglio riguardo la fruibilità del nuovo spazio Informagiovani–Informalavoro inaugurato a settembre in via Como

Il consigliere comunale Stefano Angei, in qualità di vicecapogruppo della Lega a Varese, ha portato un’interrogazione in Consiglio riguardo la fruibilità del nuovo spazio Informagiovani–Informalavoro inaugurato a settembre in via Como.
L’apertura della struttura, celebrata con grande partecipazione da parte dell’amministrazione, aveva l’obiettivo di offrire un luogo dedicato ai giovani per studio, lavoro e aggregazione. Tuttavia, a distanza di settimane, i locali risultano non ancora accessibili al pubblico.
Angei ha sottolineato come la Lega abbia sempre considerato le politiche giovanili una priorità dell’azione amministrativa, criticando la scelta dell’amministrazione di non assegnare una specifica delega per tale settore sin dall’inizio della legislatura. Il consigliere ha evidenziato che il coinvolgimento dei giovani nella vita pubblica dovrebbe essere uno degli obiettivi primari della politica locale, il cui compito è stimolare e promuovere la partecipazione attiva dei cittadini più giovani.
«Durante l’inaugurazione del nuovo spazio, il consigliere comunale Capriolo lo aveva definito “uno spazio quasi rivoluzionario”, un luogo innovativo e condivisibile dove i ragazzi di Varese avrebbero potuto riunirsi per studiare, lavorare e vivere momenti di socialità. L’Assessore Civati aveva aggiunto che gli spazi avrebbero dovuto essere attivi 24 ore su 24, offrendo un presidio permanente in un’area considerata strategica, tra le stazioni e il quartiere di Biumo Inferiore», dice il consigliere Angei.
Di fronte alla mancata accessibilità dei locali, Angei ha formalmente chiesto al sindaco e agli assessori competenti di chiarire:
Se l’amministrazione sia a conoscenza delle problematiche riguardanti l’accesso al nuovo spazio Informagiovani.
Quali siano le motivazioni che, a oggi, impediscono la fruizione pubblica di questi spazi.
Se l’amministrazione intenda garantire l’apertura 24 ore su 24, come inizialmente dichiarato.
Quali uffici comunali saranno eventualmente trasferiti nella struttura e quanti dipendenti vi prenderanno servizio.
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