Finge il “bisognino” e deposita la coca, ma l’antidroga di Varese lo arresta: a casa una lupara con 400 colpi

L'operazione è scattata il 13 dicembre dopo che la sezione antidroga della squadra Mobile di Varese aveva avuto notizia della presenza, in Varese e Provincia, di uno spacciatore di origine balcanica che si muoveva a bordo di una Golf con targa svizzera

Generico 16 Dec 2024

Pensava di fare fessi gli uomini dell’antidroga che però, puntualmente, già sapevano del suo arrivo in provincia: “È uno con una Golf, un albanese”. Difatti, in borghese, gli agenti lo seguivano. Forse il pusher 23enne sapeva che c’era il rischio di venire beccato, quindi per la consegna si è ingegnato: è sceso dall’auto e ha finto un bisogno impellente da espletare a bordo strada fra il ponte di Vedano e l’Iper, e nel contempo ha depositato il pacchetto vicino al guardrail.

Dentro, 40 dosi di cocaina che sono state recuperate dagli agenti. A questo punto l’uomo è stato bloccato e immediatamente perquisito, fatto che ha consentito di trovargli addosso altre 20 dosi preconfezionate di cocaina, pronte da essere smerciate, nonché una cospicua somma in contanti, ritenuta provento di spaccio.

La successiva perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento, in uno zainetto nascosto sotto il letto, di 460 cartucce di vario calibro, nonché di un fucile cal. 12 con canne ridotte (“canne mozze”), trovato anch’esso nella camera da letto, occultato dietro un armadio.

Lo straniero, incensurato, è stato quindi tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di cocaina, detenzione di armi alterate e munizionamento di vario calibro e su disposizione del magistrato di turno è stato associato presso la locale Casa Circondariale; all’esito del relativo giudizio di convalida gli è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere, ove si trova tutt’ora ristretto.

L’operazione è scattata il 13 dicembre dopo che la sezione antidroga della squadra Mobile di Varese aveva avuto notizia della presenza, in Varese e Provincia, di uno spacciatore di origine balcanica il quale, agendo secondo l’ormai consolidato modus operandi della consegna di dosi previo accordo a mezzo WhatsApp, era solito presentarsi agli appuntamenti a bordo di una VW Golf di ultima serie con targa svizzera.

E così è scattata la trappola, che ha tolto di mezzo un soggetto pericoloso per la tipologia di attività svolta, e per la presenza nella sua disponibilità di una potente arma da fuoco.

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Pubblicato il 20 Dicembre 2024
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