A Verghera e Ferno il ricordo dei “Cinque martiri”, i partigiani trudicidati 80 anni fa
I due Comuni di Samarate e Ferno uniti nella memoria di Nino Locarno, Silvano Fantin, Dante Pozzi, Claudio Magnoli e Paolo Salemi, giovani patrioti della "Lombarda"

Sabato 11 gennaio 2025, i Comuni di Ferno e Samarate celebrano l’80° anniversario dell’eccidio dei Cinque Martiri, un evento simbolo della Resistenza nella zona di Malpensa: viene rinnovata la memoria del sacrificio di Nino Locarno, Silvano Fantin, Dante Pozzi, Claudio Magnoli e Paolo Salemi, caduti per la libertà.
La commemorazione unirà i due Comuni in una serie di appuntamenti per ricordare l’importanza di quegli ideali che hanno posto le basi della Costituzione italiana.
Il programma delle celebrazioni avrà inizio alle ore 9.30 con il ritrovo presso la Scuola Primaria “De Amicis” di Verghera di Samarate, in via Indipendenza. Da lì partirà un corteo diretto al cimitero di Verghera, dove si terrà la commemorazione ufficiale con la deposizione di una corona in omaggio ai Caduti.
Alle 10.15 è previsto un ulteriore momento di raccoglimento al monumento dedicato al comandante della Brigata “Fagno” a Ferno, in via Garibaldi, all’altezza del civico 29-33. Dopo la deposizione di una corona d’alloro, il corteo proseguirà verso il monumento ai Cinque Martiri, a fianco della Scuola Primaria “Monsignor Bonetta” di Ferno, dove sarà reso omaggio ai partigiani uccisi.
Alle ore 11.00, la commemorazione ufficiale proseguirà nella Sala Consiliare di Ferno, in via Roma 51. Durante questo momento istituzionale, interverranno le autorità locali, il Consiglio Comunale dei Ragazzi e gli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria “Monsignor Bonetta”. Sarà presente anche Mauro Sabbadini, presidente dell’ARCI di Varese, insieme ai rappresentanti dell’ANPI di Ferno e Lonate Pozzolo, per portare una testimonianza sul significato storico della Resistenza e sulla memoria dei valori costituzionali.
Le celebrazioni si concluderanno alle ore 12.00 con la deposizione di una corona presso il cimitero di Ferno, momento di raccoglimento e omaggio finale alle vittime.
La manifestazione è promossa dai Comuni di Ferno e Samarate, rappresentati rispettivamente dal sindaco Sarah Foti e dal sindaco Alessandro Ferrazzi, con l’obiettivo di tramandare alle nuove generazioni il ricordo dei Cinque Martiri e l’eredità morale che hanno lasciato.
Ferno, 5 gennaio 1945
I cinque giovani partigiani vittime di quel 5 gennaio erano Silvano Fantin, Nino Locarno, Claudio Magnoli, Dante Pozzi e Paolo Salemi.
Per lo più originari della zona, dall’autunno erano inquadrati nella “Prima Brigata Lombarda”, una formazione che si muoveva tra la zona intorno a Malpensa e il Novarese, a ridosso del fiume Ticino. La brigata era guidata dal fernese Antonio Jelmini “Fagno”, mentre Nino Locarno era vicecomandante. La famiglia Locarno, che aveva una osteria a Verghera, forniva un appoggio logistico importante.
La staffetta partigiana Carla, che a vent’anni rischiò la fucilazione e per 75 anni ha raccontato
In quel duro periodo invernale – con i boschi “nudi” e le difficoltà di trovare cibo – i partigiani erano stati per lo più di base a Mezzomerico in terra piemontese, ma il rastrellamento nel Novarese prima e poi un’operazione a Lonate Pozzolo li avevano riportati nei giorni a cavallo tra 1944 e ’45.
La sera del 5 gennaio il gruppo si era fermato ai margini del paese di Ferno, alla Cascina Brabbia. Era una posizione rischiosa, vicino all’abitato, ma si trovavano dal lato verso la valle del Ticino, che assicurava possibilità di movimento e fuga: in effetti quando furono sorpresi dai fascisti una parte (con il comandante Fagno) riuscì a sganciarsi sparando, m altri cinque rimasero intrappolati, complice anche la neve alta che ostacolava i movimenti.
Si difesero sparando, ma i più vennero uccisi a sangue freddo, quando si erano arresi.
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