Emanuela Fiore sul tema sicurezza a Busto Arsizio: “Sindaco e Prefetto troveranno soluzione”
Il consigliere di opposizione del Gruppo Misto boccia le proposte fin qui emerse definendole o dannose o sproporzionate e si affida alla collaborazione col Prefetto

Anche Emanuele Fiore, consigliere comunale del Gruppo Misto, dice la sua (e quella del suo gruppo) nel dibattito su come aumentare il livello di sicurezza in città e arginare fenomeni come quello accaduto lo scorso 10 gennaio in piazza Garibaldi.
«Assistiamo sempre più spesso in Italia ad atti di violenze e aggressioni verso le forze dell’ordine e cittadini, vedasi casi Milano, Roma, Bologna, Torino ecc. e infine di recente purtroppo anche la nostra Busto è stata coinvolta in atti irresponsabili e di violenza. In primis vogliamo esprimere il nostro grazie e la nostra solidarietà alle forze dell’ordine intervenute che hanno subito l’aggressione nell’episodio di venerdì notte scorsa. Tuttavia la formale solidarietà non è abbastanza e non può più essere sufficiente».
Secondo Fiore non è sufficiente neanche mettere in campo interventi restrittivi quali il divieto di vendita di alcolici «che andrebbe a colpire i commercianti, posto che chi vuole procurarsi l’alcol lo fa a prescindere dal divieto», la videosorveglianza, «potrebbe essere sicuramente cautelativa ma non esaustiva ai fini della risoluzione del problema» e la presenza di più pattuglie, soprattutto di sera, «sicuramente sarebbe necessaria ma non possibile nell’immediato a causa della scarsità di personale che non può essere colmata con la presenza dell’esercito: non siamo Milano e non vogliamo esserlo! Ci immaginiamo la reazione dei nostri concittadini nel vedere l’esercito armato in giro per le nostre strade? Non vogliamo nemmeno pensarci».
Il consigliere di opposizione, però, confida nel Sindaco che, insieme al Prefetto, troverà una soluzione temporanea efficace per arginare questi episodi e restituire la città e la piazza ai bustesi ma la vera soluzione deve arrivare da un cambiamento culturale e di atteggiamento».
Il gruppo misto, di cui fanno parte anche alcuni cittadini di Busto Arsizio vicini a Fiore, ritiene che «in questa deriva di violenza sta emergendo, da parte di molti, vedasi recenti dibattiti pubblici, l’idea che tutto ciò sia “figlio” del disagio sociale e delle disuguaglianze: quasi come a voler dire che gli aggressori siano, in un certo senso, meno responsabili, forse persino giustificabili, per gli atti che commettono e che gli agenti diventino il bersaglio ideologico poiché fanno parte “del sistema da combattere”».
Un ragionamento che nelle riflessioni del gruppo si possono sintetizzare così: «Tiro una pietra all’agente ma la responsabilità non è più mia ma della società che mi ha portato a compiere il gesto!”. Tutto ciò accade in un paese democratico, civile, libero ma libertà non significa fare tutto ciò che si vuole! Libertà significa anche rispetto e rispettare l’altro, rispettare le regole di una convivenza civile deve essere la prima responsabilità di ogni persona che sceglie di vivere nella nostra società: italiano o immigrato che sia!»
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