Gori ad Azzate parla di Beko: “L’Europa deve affrontare le crisi aziendali per non perdere la sfida globale”
Per l'europarlamentare Pd l'Unione Europea deve mettere in campo strumenti che preservino il settore produttivo europeo come ha fatto durante la pandemia

L’europarlamentare, ex sindaco di Bergamo, Giorgio Gori è intervenuto questa sera nella sala del consiglio comunale di Azzate come primo ospite della serie di incontri il “Laboratorio delle Idee”, l’iniziativa promossa dal Comune di Azzate dedicata al tema dell’Unione Europea dal titolo intitolato “Europa, quale futuro? Sfide, criticità e opportunità dell’UE”. In particolare Gori, espressione del Partito Democratico, è intervenuto su una delle crisi occupazionali più grandi che ha colpito la provincia di Varese e il territorio immediatamente a sud di Varese, quella della Beko (ex Whirlpool).
«L’Europa ha dimostrato di poter intervenire con misure straordinarie in situazioni di emergenza, come accaduto durante la pandemia, ma non ha strumenti per affrontare in modo puntuale le crisi aziendali. Il suo ruolo dovrebbe essere quello di garantire un tessuto produttivo competitivo, per prevenire situazioni di difficoltà come quella che sta colpendo il settore degli elettrodomestici» – ha esordito il parlamentare europeo.
Oggi a Roma, infatti, si è tenuto un incontro con il governo e l’azienda, da cui emergono segnali incoraggianti: i licenziamenti nello stabilimento della provincia di Varese sono stati sospesi e la proprietà si è impegnata a investire 300 milioni di euro. «Non possiamo dire che la crisi sia risolta, perché permangono difficoltà oggettive, ma l’intervento delle istituzioni locali e nazionali ha portato a un primo risultato concreto» – ha aggiunto Gori.
La crisi del settore è legata a diversi fattori: il calo della domanda, la scarsa innovazione tecnologica e la competizione con paesi come Cina, Corea e Turchia, che hanno costi di produzione più bassi. «Nel caso specifico di Beko – prosegue – , pesa anche l’acquisizione degli stabilimenti ex Whirlpool da parte della multinazionale turca, su cui all’epoca il governo avrebbe potuto porre condizioni più stringenti».
Infine Gori allarga lo sguardo all’Europa: «La vera sfida è quella della competitività europea: oggi l’Europa fatica a stare al passo con Stati Uniti e Cina, che investono in modo massiccio in innovazione e digitalizzazione. Per affrontare questa situazione serve un impegno strutturale, non solo interventi emergenziali. In Europa si sta discutendo proprio di questo: oggi con con Ursula von der Leyen abbiamo posto la competitività al centro dell’agenda, con un focus sulla semplificazione e il rilancio industriale. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, perché il rischio è che altre crisi come quella di Beko si ripetano in futuro».
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