Il futuro della sanità in Lombardia: la popolazione invecchia e la prevenzione sarà l’obiettivo principale
Avviato il confronto in commissione Sanità sugli indirizzi di programmazione del Servizio Sanitario Regionale. Dal 2020 al 2040, gli ultra 85enni passeranno dal 3,6% all’8%. Tra i settori critici anche il disagio giovanile e gli incidenti sul lavoro

Confronto in Commissione Sanità sugli indirizzi di programmazione del Servizio Sanitario Regionale (SSR). Un passaggio con l’Assessore al Welfare Guido Bertolaso e con il Direttore Generale della DG Welfare Mario Melazzini fortemente voluto dalla Presidente Patrizia Baffi (Fratelli d’Italia) che sottolinea l’importanza di «un atto di programmazione fondamentale perché indica le linee guida per l’equilibrio di bilancio e per definire risposte efficaci ai bisogni di salute dei cittadini. Sono convinta che per migliorare la qualità del nostro sistema sanitario, che ha già tanti elementi positivi, serva una reale e concreta condivisione di obiettivi ed esperienze».
«Gli indirizzi di programmazione 2025 sono suddivisi in 13 capitoli e oltre 400 obiettivi. Tra le priorità individuate – come ha sottolineato l’Assessore Guido Bertolaso – il disagio giovanile e gli incidenti sul lavoro, due settori critici considerati strategici per la sostenibilità del sistema del welfare».
«La sanità lombarda sta cambiando paradigma: la prevenzione è l’asset principale del nostro welfare, che vanta primati sul piano nazionale nella medicina e nella sanità, con centri all’avanguardia non solo sul fronte della ricerca e delle terapie, ma anche su quello dell’innovazione e del rapporto umano con i pazienti – prosegue Patrizia Baffi -. È un percorso che nasce da uno scenario sempre più caratterizzato da due tendenze: il progressivo invecchiamento della popolazione e la forte riduzione della natalità che avranno un impatto sui modelli organizzativi dei sistemi sanitari. In tale ottica diventeranno centrali i servizi che saranno in grado di sopperire alla carenza di ‘supporti familiari’ per la gestione dei pazienti cronici a complessità clinica evolutiva».
Dal 2020 al 2040, gli ultra 85enni passeranno dal 3,6% all’8%. «Il sistema socio sanitario – prosegue Patrizia Baffi – deve rispondere a questo trend con una precoce cura della persona a 360 gradi che non solo ha come obiettivo l’assistenza delle persone anziane, ma considera anche la necessità che l’invecchiamento possa avvenire mantenendo il più possibile a lungo uno stato di buona salute psico-fisica. Un obiettivo sempre più centrale nella fase di programmazione delle attività socio-sanitarie per mantenere il sistema sostenibile e garantire nel lungo periodo a tutti l’accesso alle cure».
Dal 2015 al 2019 c’è stata una contrazione della natalità del 3.5%. “Per rispondere a questa emergenza sociale è necessaria un’attenzione particolare ai servizi a supporto delle future mamme o delle neo madri che possa garantire una maggiorr propensione verso un incremento della natalità» conclude la Presidente Baffi.
Nel corso del dibattito sono intervenuti i Consiglieri regionali Carlo Borghetti (PD), Davide Casati (PD), Miriam Cominelli (PD), Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Lisa Noja (Azione – Italia Viva), Carmela Rozza (PD) e Luigi Zocchi (Fratelli d’Italia).
Al termine della seduta la Presidente Baffi ha condiviso con i componenti della Commissione l’opportunità di programmare nelle prossime settimane incontri specifici di approfondimento con la DG Welfare sui singoli obiettivi degli indirizzi di programmazione.
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