La preghiera dell’alpino ai i funerali di Vittorio Caldiroli, “penna nera” e politico con Castellanza nel cuore
Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo maggio. Sin dagli anni '70, Caldiroli è stato attivo sia a livello locale che regionale, crescendo nella Democrazia Cristiana

Sono stati celebrati oggi, 15 gennaio, nella chiesa di San Giulio, a Castellanza, i funerali di Vittorio Caldiroli, figura poliedrica, alpino e politico di lunga data. Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo maggio. Sin dagli anni ’70, Caldiroli è stato attivo sia a livello locale che regionale, crescendo nella Democrazia Cristiana. Nel 1992, fu coinvolto nell’inchiesta Mani Pulite, dalla quale uscì assolto nel 2006.
A ricordarlo, tra i tanti interventi, le parole toccanti del figlio Giovanni: «Mio papà ha lasciato tanti ricordi e insegnamenti. Con lui giravo tutte le feste degli alpini in provincia di Varese: diceva che la gente va vissuta, non solo in campagna elettorale, per poter capire le loro esigenze e quelle del territorio. Nel 1977, quando per la prima volta è arrivato a Lampedusa, ha costretto politici ed assessori regionali ad andare sull’isola perchè si rendessero conto che non c’era (e non c’è ancora oggi) un ospedale, ottenendo che, almeno durante l’estate, sull’isola arrivasse una nave medica della Marina. Mio papà – ha proseguito il figlio, commosso – ha vissuto almeno tre vite. La prima, quella politica, interrotta bruscamente e ingiustamente nel 1992; la seconda che si è dovuto reinventare con pochi amici rimasti al suo fianco; la terza finalmente libero da tutte le ingiustizie subite, quando è tornato al lavoro nella sua amata Castellanza dove si era candidato sindaco. Il filo conduttore di tutte queste vite è stata l’empatia: ci ha insegnato che bisogna sempre ascoltare chi non la pensa come te». Caldiroli era anche un grande appassionato si sport: amava l’Inter, non si perdeva una partita. Ma ci mise poco ad appassionarsi anche al volley: fu lui a portare Castellanza in Serie A con la pallavolo.

Un omaggio sentito è arrivato anche da una consigliera comunale di Castellanza, Raffaella Radaelli, che ha raccontato con emozione: «Vittorio era un uomo colto, di grande spessore politico. Per il suo compleanno eravamo andati a cantargli sotto casa una serenata, era anche questo. Porteremo avanti i tuoi insegnamenti. Oggi ti accompagniamo per il viaggio più lungo».
Durante la cerimonia, è stata letta la Preghiera dell’Alpino, un omaggio alla sua appartenenza al Corpo degli Alpini e al loro spirito indomito. Numerose le penne nere presentu. Le parole della preghiera, con il loro richiamo a “andare avanti” anche nei momenti più difficili, hanno commosso i presenti e reso omaggio a un uomo che non si è mai arreso di fronte agli ostacoli della vita. Il diacono e amico Renato Locati, che durante l’omelia ha invitato ad avere sempre speranza, conosceva bene il suo carattere: «La nostra vita è segnata continuamente da prove – ha detto nell’omelia -, e so che lui ne ha sofferte alcune, ma era facile accorgersi che per lui oltre a quelle c’era anche tanta speranza, ed è compito nostro viverla per proseguire il cammino, continuando a diffonderla e costruire relazioni anche nella sua memoria»
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