Nursind soddisfatto per la sentenza della Corte d’Appello in favore di 22 infermieri dell’Asst Valle Olona
Il pronunciamento della Corte di Milano riconosce il diritto alla pausa lavorativa per consumare il pasto. La soddisfazione dei segretari del sindacato Salvatore Ferro e Vito Antonucci

«La Corte di Appello di Milano con una recentissima sentenza, depositata in data 27 gennaio 2025, ha condannato l’ASST Valle Olona a risarcire 22 infermieri per il danno subito in conseguenza della mancata effettuazione, negli anni, della pausa mensa secondo le modalità previste dalla contrattazione collettiva di settore».
Ad annunciare la disposizione del tribunale è il sindacato NurSind Varese che ha sostenuto i lavoratori con il patrocinio dell’avvocato Paolo Perucco. Per ciascuno dei 22 infermieri l’azienda ospedaliera dovrà riconoscere circa 8mila euro.
Soddisfazione viene quindi espressa dai segretari Nursind Varese Salvatore Ferro e Vito Antonucci in merito al riconoscimento del diritto di mensa e conseguente risarcimento del danno.
I fatti
I ricorrenti sostenevano di non poter consumare il pasto presso la mensa aziendale o inreparto a causa di un’articolazione lavorativa che non prevedeva l’interruzione del servizio di assistenza.
Il personale si era rivolto così al sindacato per ottenere un diritto che la Valle Olona riconosceva ma che di fatto, lamentavano i dipendenti, non poteva essere realizzato. La spiegazione dell’azienda ospedaliera era che i lavoratori non avevano mai fatto richiesta esplicita di quel diritto.
La decisione della Corte di Appello di Milano
La sentenza della Corte di Appello milanese ha ribadito che per consumare il pasto è necessaria la pausa con un intervallo non lavorato e ha negato che il diritto si attivi su domanda specifica del lavoratore in quanto prevista dal contratto. Per questo motivo, il datore di lavoro deve predisporre l’organizzazione lavorativa in modo tale da garantire la pausa per la mensa.
Con la sentenza viene riconosciuto agli infermieri ricorrenti un risarcimento del danno in via equitativa pari ad € 5,16 per ogni giorno di effettiva presenza in servizio dei lavoratori.
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