A Laveno Mombello la scazzottata di ferragosto fra vicine di casa: una perde la vista da un occhio
Un diretto mette “ko” l’avversaria che si riprende dopo 40 giorni. Il giudice di Varese ha condannato: un anno di pena e 30 mila euro di risarcimento
Una vicenda come tante che può suonare come un classico caso di lesioni, di quelli che riempiono le aule di tribunale. “Tutto normale”, dunque, se non fosse che la storia riguarda due vicine di casa, una delle quali in pratica perde la vista da un occhio dopo aver preso un pugno dall’altra.
I fatti succedono a Laveno Mombello nel 2016: parte la denuncia e l’indagata diventa imputata dopo la decisione del giudice per le indagini preliminari che la rinvia a giudizio e finisce i fronte al tribunale di primo grado. La ferita si costituisce parte civile nel processo, patrocinata dall’avvocato Rosario Musolino che porta la vicenda fino a sentenza, arrivata pochi giorni fa: un anno di condanna e 30 mila euro di risarcimento per l’imputata.
La lite, come si diceva, era scoppiata fra due vicine di casa. La parte offesa è una donna nata nel 1961, mentre più giovane di una ventina di anni la donna ritenuta responsabile del reato di lesioni gravi. I fatti sono maturati a ferragosto din 9 anni fa a Laveno Mombello, sul Lago Maggiore.
La lite è scoppiata da una discussione fra le due poi degenera in violenza: un pugno in faccia potente, tale da mettere “ko“ chi l’ha ricevuto, un diretto che ha investito il capo provocando un “trauma orbitario destro con abrasione corneale ed emorragia iridea”.
Ferite che per guarire hanno dovuto ricevere cure della durata di 4 mesi. Peraltro una lesione dalla quale, secondo quanto sostenuto dagli elementi in mano al difensore, la donna avrebbe perso gran parte delle funzionalità visive dell’occhio, “con conseguenze menomazione di un organo in maniera permanente“.
La vicenda si è dunque chiusa, per il momento, con la decisone del giudice di primo grado qualche giorno fa.
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