Eventi a Materia

A Materia una serata su cibo giusto e dignità del lavoro

Nell’appuntamento promosso da Coop Lombardia con Frescha, NoCap e al progetto Riso Quanto, sono emerse esperienze che raccontano filiere sostenibili e percorsi di inclusione

materia coop riso quanto nocap

È stata una serata all’insegna del cibo giusto, delle storie di terra, dei diritti e della condivisione.  Lunedì 30 giugno, a Materia Spazio Libero promosso da Coop Lombardia, si è tenuto un incontro con Frescha, NoCap e al progetto Riso Quanto. Nel corso dell’evento sono emerse esperienze di filiere sostenibili, percorsi di inclusione e la ricerca quotidiana di dignità nel lavoro agricolo. 

Sul palco, insieme al direttore di VareseNews Marco Giovannelli, sono saliti Ivan Sagnet per NoCap e Andrea Bracchi – e da remoto Anna Cecilia Rosso –  del progetto Riso Quanto. 

Il primo a prendere parola è stato Andrea Bracchi, che ha fatto una riflessione sulla doppia dimensione del riso: «Non è solo un alimento salutare e diffuso, ma anche una chiave per analizzare questioni strutturali, come la disuguaglianza sociale; proprio per questo è stato scelto dal progetto Riso Quanto per questa sua accessibilità: è un prodotto di largo consumo, conosciuto da tutti, ma ancora poco esplorato nei suoi significati culturali, sociali ed economici. Il progetto,  spin-off dell’Università dell’Insubria, ha dato vita alla start-up Quanto Riso Srl con il duplice obiettivo di offrire un prodotto italiano di qualità, che giustifica un prezzo più elevato e, investire sulla formazione del consumatore. L’idea è quella di accompagnare chi acquista lungo un vero e proprio processo conoscitivo, che permetta di sapere da dove viene il riso, come è stato coltivato, quale storia porta con sé. Un approccio che valorizza il concetto di filiera e rende il consumatore parte attiva nella costruzione di un modello alimentare più consapevole. Per questo – prosegue Bracchi – si insegna non solo a cucinare e gustare il riso, ma anche a ragionare sulle scelte d’acquisto. Si invita il pubblico a “sedersi a tavola con la scienza”».

materia coop riso quanto nocap

Ivan Sagnet di NoCap, ha invece dato voce a una realtà spesso invisibile, lo sfruttamento dei campi italiani. Sagnet, originario del Camerun, dopo la perdita di una borsa di studio, ha iniziato il suo percorso lavorativo come bracciante nella zona di Lecce, vivendo in una baraccopoli e lavorando alla raccolta dei pomodori in condizioni disumane. È lì che ha scoperto, racconta «il lato oscuro dell’Italia. Un sistema agricolo che troppo spesso calpesta la dignità delle persone, alimentato da meccanismi di irregolarità e sfruttamento. Da quell’esperienza – prosegue Sagnet – è nata una rabbia che ha preso forma concreta nel progetto NoCap, pensato per contrastare il caporalato e costruire una filiera agricola etica e alternativa. Nei primi anni ha condotto un’analisi dei processi di sfruttamento nel settore agricolo, cercando di capire dove intervenire per interrompere questa catena. Si è deciso di partire dalla fine della filiera: il supermercato. Chi stabilisce il prezzo di un prodotto? Chi decide quanto vale il lavoro umano? Insieme alla Coop, la prima realtà ad accettare la sfida, è stato costruito un percorso per definire il prezzo giusto, capace di riflettere non solo i costi di produzione, ma anche la dignità del lavoro e la sostenibilità dell’intero sistema».

Il valore emerso da queste esperienze non è solo simbolico: è concreto. Il cibo, quando è giusto, diventa uno strumento di conoscenza, di trasformazione sociale, di responsabilità collettiva. In un sistema dominato spesso da logiche di profitto e invisibilità, riportare al centro le storie, i volti e le scelte che stanno dietro a un prodotto significa restituire a ciò che ogni giorno mettiamo nel piatto il suo significato più profondo: quello di legame tra persone, territori e diritti.

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Pubblicato il 30 Giugno 2025
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