Ancora un cercatore di funghi salvato nel Verbano Cusio Ossola: trovato in stivali, era in stato confusionale
Le squadre di soccorso a terra, affiancate dall’elicottero del 118, hanno impiegato sistemi avanzati per localizzare il disperso, rientrando in una tendenza che ha visto negli ultimi giorni ricerche in boschi e montagna seguiti con apprensione da intere comunità
Un’operazione congiunta tra Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e Guardia di Finanza di Domodossola ha portato al ritrovamento di un uomo di 71 anni disperso nei boschi dell’Alpe Marco, nel territorio comunale di Craveggia (Val Vigezzo). Il cercatore di funghi, residente a Quarna, non aveva fatto rientro all’orario previsto e le sue condizioni hanno subito destato preoccupazione: cardiopatico, è stato ritrovato in stato confusionale.
L’uomo, peraltro, non indossava abbigliamento idoneo per avventurarsi nei boschi: portava stivali in gomma, che come è noto non sono per nulla indicati per impegnarsi in escursioni difficili e di lunga durata.
Le squadre di soccorso a terra, affiancate dall’elicottero del 118, hanno impiegato sistemi avanzati per localizzare il disperso, rientrando in una tendenza che ha visto negli ultimi giorni ricerche in boschi e montagna seguiti con apprensione da intere comunità. L’uomo è stato evacuato in sicurezza fino a Santa Maria Maggiore dove un’ambulanza lo attendeva per il trasferimento all’ospedale San Biagio di Domodossola, dove è tuttora ricoverato.
Il caso richiama drammaticamente altri episodi recenti, come quello accaduto nei boschi della Valle Anzasca dove un cercatore è morto dopo una caduta, evento che ha sollevato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla crescente necessità di misure preventive e tempestività nei soccorsi.
Questo evento evidenzia due elementi fondamentali: lo stato di fragilità che possono avere le persone che frequentano luoghi isolati, soprattutto se affette da patologie croniche, e l’importanza dei sistemi di allertamento e localizzazione, oltre che della collaborazione tra enti territoriali.
L’intervento è terminato con esito positivo grazie a questi fattori: informazione rapida, coordinamento efficace tra volontari e professionisti, uso della tecnologia per individuare la posizione del disperso. Nell’attesa che si accertino le condizioni mediche dell’uomo, la comunità locale esprime sollievo per un esito che avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi.
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