Imprenditore di Cunardo ucciso in Albania
La vittima è Edoardo Sarchi, figlio di Vittorio, volto storico della destra luinese. Le autorità albanesi hanno aperto un’inchiesta per ricostruire i contorni dell’omicidio
Tragedia per la comunità di Cunardo e per tutto il territorio Luinese: Edoardo Sarchi, imprenditore di 44 anni, è stato ucciso a colpi di pistola in Albania. L’omicidio è avvenuto nel villaggio di Salari, nei pressi di Tepelene, nell’entroterra di Valona, a circa 200 chilometri da Tirana.
La vittima
Sarchi, originario del Varesotto, da anni viveva in Albania dove aveva avviato la sua attività. Era proprietario di una fabbrica di mattoni a Tirana e amministratore della società italo-albanese Tegola Edilcentro.
Il suo nome, oltre al mondo dell’impresa, è legato anche alla politica locale attraverso il padre Vittorio Sarchi, figura storica della destra della città lacustre. Amico e collaboratore del compianto senatore Piero Pellicini – padre dell’attuale onorevole di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Luino Andrea Pellicini – Vittorio Sarchi aveva ricoperto il ruolo di assessore alla Sicurezza nel secondo mandato di Gianercole Mentasti e quello di consigliere comunale durante il primo mandato di Andrea Pellicini.
Dopo l’esperienza amministrativa, si era candidato con la lista di centrodestra Nuova Frontiera, a sostegno di Pellicini, rimanendo attivo fino al 2015. È scomparso nel 2022, all’età di 81 anni.
Sarchi è anche nipote di Augusto Nidoli, la cui famiglia è molto nota nel Varesotto per avere parecchi interessi nel ramo delle cave e delle costruzioni. È stato lo zio Augusto a fondare la società italo-albanese Edilcentro Ltd nel 1996, che oggi ha ai vertici i cugini della vittima, Antonio (presidente del Cda e presidente della Camera di Commercio Italiana in Albania) ed Edoardo Nidoli.
Le indagini
Le autorità albanesi hanno aperto un’inchiesta per ricostruire i contorni dell’omicidio. Non sono ancora chiari i motivi dell’agguato né eventuali legami con la sua attività imprenditoriale.
Fin dalle prime ore, l’ambasciata d’Italia a Tirana e il consolato generale d’Italia a Valona hanno seguito il caso in stretto contatto con la Farnesina e con i familiari del 44enne.
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