Ogni domenica contro l’orrore, a Varese la protesta che non si ferma
Nuovi orari per il consueto presidio domenicale: attività dalle 20.00, rumore dalle 21.00 alle 21.15. Sabato 20 settembre alle 17.45 è prevista una marcia nel centro della città con partenza dai Giardini Estensi; domenica 21 settembre alle 15.30 partirà sempre dai Giardini Estensi la marcia dei bambini per la pace. Lunedì sciopero generale
Nuovi orari per l’ormai consueto incontro domenicale che da due mesi vede la cittadinanza varesina scendere in piazza Montegrappa a Varese contro il genocidio del popolo palestinese.
Dalle 20.00 sarà possibile ritrovarsi in piazza con uno spazio creativo dedicato ai bambini e un angolo dedicato alla familiarizzazione con la lingua e la cultura araba, realizzato insieme a Language Nights, che sta coinvolgendo e avvicinando sempre più persone alla conoscenza dell’arabo, creando momenti di scambio accessibili e conviviali. Dalle 21.00 alle 21.15 sarà poi il momento del rumore, per svegliare le coscienze e dire che non vogliamo essere complici silenziosi del massacro perpetrato dall’esercito e dal governo israeliano nei confronti del popolo palestinese, che si sta consumando da quasi due anni.
L’iniziativa, promossa dal Comitato Varesino per la Palestina e accolta da famiglie, associazioni e gruppi, nasce dall’urgenza di non rimanere più in silenzio di fronte a un genocidio che scorre ogni giorno sugli schermi degli smartphone: scendere in piazza non è più solo un gesto simbolico, ma significa amplificare l’urlo della fame e del dolore di chi da oltre 70 anni chiede libertà e giustizia, essere scomodi per chi non vuole ascoltare, dire “noi ci siamo, vi vediamo, vi sentiamo” e costruire risposte collettive.
Secondo gli ultimi dati diffusi il 10 settembre 2025 da OCHA (Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari) il bilancio complessivo, dall’inizio del conflitto (7 ottobre 2023), ammonta a 64.656 vittime palestinesi e 163.503 feriti. Di questi, almeno 2.456 persone sono morte cercando di accedere ai rifornimenti umanitari, con oltre 17.861 feriti.
Una nuova analisi indipendente stima che il numero reale delle vittime sia molto più alto di quanto raccontano i dati ufficiali. Secondo il Dr. Gideon Polya e Richard Hil, sarebbero 136.000 le morti dirette (bombardamenti e violenze) mentre 544.000 morti indiretti (fame, sete, mancanza di cure) In totale stimano 680.000 persone ammazzate da Israele di cui 380.000 bambini sotto i 10 anni.
In queste ore la preoccupazione cresce ulteriormente. Nella notte tra il 15 e il 16 settembre, l’esercito israeliano ha sferrato un terribile attacco su Gaza, con 27 bombe lanciate sulla città in appena 30 minuti e l’ingresso dei carri armati nella città. La popolazione è intrappolata: a Gaza non esiste una via di uscita, non c’è più un luogo sicuro dove scappare. Per dire basta a tutto questo orrore nella serata del 16 settembre centinaia di persone si sono ritrovate in un presidio di emergenza, organizzato contemporaneamente in numerose città italiane.
A Varese cresce la partecipazione delle persone agli eventi cittadini in sostegno del popolo palestinese: sabato 20 settembre alle 17.45 è prevista una marcia nel centro della città con partenza dai Giardini Estensi; domenica 21 settembre alle 15.30 partirà sempre dai Giardini Estensi la marcia dei bambini per la pace in occasione della Giornata Internazionale della Pace, e lunedì 22 settembre è indetto lo sciopero generale.
Il Comitato Varesino per la Palestina “invita tutta la cittadinanza a continuare a partecipare attivamente a questi e a tutti gli incontri futuri, per mantenere alta l’attenzione e fare pressione sulle nostre amministrazioni e sul nostro governo, affinché assumano posizioni concrete di fronte al genocidio in corso. Ai comuni e alle amministrazioni di tutta la provincia è invece rivolto l’invito a unirsi ogni domenica nelle piazze cittadine, facendo risuonare piazze e campane, battendo le pentole e producendo rumore come eco della popolazione di Gaza, finché il genocidio non cesserà e la Palestina non sarà libera”.
Per ulteriori informazioni: comitatovaresinopalestina@gmail.com
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Non mi pare che il premier israeliano sia particolarmente preoccupato dalle manifestazioni di Varese. Così come da quelle di qualunque altra città italiana o straniera.
La gente comune ha ormai smesso di incidere sui grandi eventi.
In realtà, non l’ha quasi mai fatto!