Vitamina di Comunità al Teatro Elfo con Coop Lombardia
Un incontro per le socie e i soci dei comitati territoriali ricco di voci, esperienze e testimonianze per raccontare come cooperazione, cultura e giustizia sociale possano nutrire amicizia, inclusione e futuro condiviso
La cooperazione non è solo distribuzione di beni, ma anche cultura, amicizia, giustizia sociale e comunità: vere e proprie “vitamine” per rigenerare i territori e immaginare insieme un futuro sostenibile. Coop Lombardia ha scelto il teatro Elfo Puccini a Milano per il primo incontro dei componenti dei nuovi comitati soci. Trecento persone che hanno scelto di impegnarsi per i prossimi tre anni nel gestire attività, iniziative, progetti sui territori.
Un titolo evocativo: Vitamina di comunità e diverse voci per rappresentare la ricchezza delle relazioni e soprattutto delle esperienze.
La mattinata si è aperta con l’accoglienza dei soci e delle socie e con il talk “Coop, i soci e le socie volontarie: energia per il cambiamento”, che ha visto la partecipazione di Maura Latini, presidente Coop Italia e Alfredo De Bellis, presidente Coop Lombardia, moderati dal giornalista Massimo Cirri conduttore radiofonico e fondatore della trasmissione su Radio 2 Caterpillar. È stato sottolineato il ruolo attivo dei soci come motore di innovazione e cambiamento per la cooperazione.
Nella sessione “Vitamine di comunità” si sono alternate voci e prospettive diverse — giovani, cultura, filiere etiche, territorio — a testimoniare come la cooperazione sia una forza che tiene insieme impegno sociale, giustizia e bellezza.
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Stefano Laffi (Codici – Milano) ha posto l’accento sulla dimensione relazionale: “voi siete quella porta. Li dobbiamo vedere. L’amicizia è il primo valore”. Ha ribadito come l’amicizia e la fiducia siano il collante delle comunità e la base per la partecipazione delle nuove generazioni.
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Caterina Seia (Cultural Welfare Center Torino) ha parlato di cultura come enzima positivo, capace di generare trasformazione sociale e benessere condiviso: “La cultura condivisa tiene unite le persone, la cultura fa fiorire le persone”. Ha proposto l’idea di una comunità di artisti che possa cambiare i “paesaggi mentali”, sottolineando che il welfare culturale è un diritto e una risorsa di coesione. Ha citato Shakespeare: “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”.
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Yvan Sagnet (Associazione No Cap) ha portato la sua testimonianza di lotta per un’agricoltura etica, libera dallo sfruttamento: ha ricordato che dare il giusto valore al cibo significa riconoscere il giusto valore al lavoro. Ha sottolineato l’importanza della comunità delle persone, unite contro le ingiustizie delle filiere agricole.
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Marco Giovannelli (VareseNews, Materia Spazio Libero) ha raccontato esperienze di valorizzazione del territorio e di rigenerazione sociale, con iniziative che tengono insieme informazione, comunità e progetti di sviluppo locale. Tra queste la nascita di Materia e le quattro edizioni di Lombardia Coop to Coop con una serie di cammini che stanno attraversando tutta la regione percorrendola a piedi.
Un monologo di Arianna Porcelli Safonov ha fatto ridere, riflettere sui temi della contemporaneità. Scrittrice, comica e performer c utilizza l’ironia per affrontare i temi della società. Dopo un’esperienza decennale nell’organizzazione di eventi ha deciso di dedicarsi alla scrittura e alla scena teatrale mescolando umorismo e critica sociale. Nel suo lavoro esplora paure, mode, arte contemporanea, il mito del bio-glamour e le contraddizioni tra città e campagna.
La mattinata si è conclusa con momenti artistici e conviviali: un monologo teatrale, un’esibizione musicale con la Banda Rulli Frulli e il pranzo comunitario con prodotti delle filiere etiche (No Cap, Libera Terra, Frutti di Pace), a cura di Olinda. Olinda nasce nel 1996 all’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano come progetto di inclusione sociale e rigenerazione urbana. Oggi è una cooperativa e un’associazione che intreccia cultura, ristorazione e accoglienza: dal festival “Da vicino nessuno è normale” al TeatroLaCucina, fino all’ospitalità e alla formazione. Le sue attività – catering, bistrot, ostello, laboratori teatrali – diventano occasioni concrete di lavoro e creatività per persone fragili. Premi e riconoscimenti ne hanno fatto un modello europeo di impresa sociale capace di unire arte, cittadinanza attiva e welfare comunitario.
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