Donne affascinanti, passioni, musica e silenzio. Siamo stati alla personale di Jack Vettriano

Un’ode alla bellezza femminile assoluta, nel quale le muse dell'artista ci attirano grazie ad una narrazione visiva sensuale e malinconica. Al Museo della Permanente

Generico 08 Dec 2025

Un’ode alla bellezza femminile assoluta, nel quale le muse di Jack Vettriano ci attirano grazie ad una narrazione visiva sensuale e malinconica. Le sue tele sono un antico cinematografo zeppo di eleganza e solitudine, dove l’uomo gioca il ruolo di spettatore silente di fronte all’intima vulnerabilità della donna. Tra la fluidità luminosa dell’acquarello e la luce teatrale, l’artista cattura la passione del ballo e della musica, proprie di un’epoca estinta. Vivere la sua mostra è un viaggio onirico, un’esperienza visiva che distilla emozioni uniche e profonde con una potenza emotiva quasi palpabile.

L’arte di Vettriano ha una costante ineluttabile, la celebrazione della bellezza femminile, riletta nella capacità di sedurre ma nella sua visione originaria, forse etimologica della forma verbale latina ‘sedŭcere’, che nella sua riproposizione letterale indica il condurre a sé. Le sue muse sono simili a novelle Sirene, come quelle cantate dal Libro XII dell’Odissea che con il canto ammaliatore chiamavano a sé gli sventurati marinai. E gli uomini acquarellati dall’artista scozzese sono ben rappresentati da Ulisse, che per soddisfare la propria insaziabile curiosità si fa legare all’albero maestro dalla nave godendo ed allo stesso tempo soffrendo per le soavi voci delle incantatrici.

Già perché nel percorso delle oltre 80 opere, esposte presso il Museo della Permanente di Milano fino al prossimo 25 gennaio, l’uomo seppur con eleganza e raffinatezza gioca un ruolo di spettatore e di comparsa. La grande bellezza emerge, in maniera marcata, proprio nelle opere in cui le donne sono sole, anzi in compagnia di loro stesse, magistralmente contestualizzate in frangenti di intima vulnerabilità, come ‘Only the deepest red II’, nel quale Vettriano ritrae una ragazza che si rifinisce il trucco forse prima di un appuntamento, facendolo in una maniera talmente profonda ed intensa da far pensare che l’incontro a cui sembra prepararsi potrebbe essere anche solo con se stessa, vendendo nell’opera celebrata come unica protagonista di un vero e proprio affresco intriso di fascino e femminilità.

La danza come linguaggio del desiderio

Altro tema che emerge nel quasi onirico cammino tra le opere, è la passione nella riproduzione per il ballo dell’artista, capace di catturare momenti raffinati ed eleganti, tramite la rappresentazione di posture raffinate ma non impostate, vestiti leggeri e seducenti al tempo stesso, che destrutturando i canoni propri del ballo per consegnare, a chi osserva, un equilibrio armonico talmente bilanciato da risultare incredibilmente vero. Al suo interno tantissimi messaggi, tutti decriptabili in differente e personale, questo proprio grazie alla speciale capacità dei suoi dipinti di andare oltre il perimetro della carta museale su cui l’artista si esprime.

Opere uniche che, proprio grazie alle capacità espressive degli acquarelli di Vettriano, catalizzano in un’espressività ineguagliabile attraverso la trasparenza e la luminosità, dove la luce emerge direttamente dal bianco della carta, conferendo un’atmosfera eterea e brillante. La sua fluidità, dettata dall’elemento acqua, introduce un elemento di spontaneità e freschezza, creando sfumature delicate e transizioni armoniose che catturano l’immediatezza emotiva. L’obbligo di ‘risparmiare’ il bianco rende la composizione misurata e precisa. I suoi dipinti come ‘The Singing Butler’ o ‘Elegy for a Dead Kiss’ usano colori saturi e gesti essenziali capaci di veicolare una narrativa malinconica e sensuale.

La luce e la solitudine

E poi quell’incredibile uso della luce teatrale e delle figure isolate, capaci di riflettere un’abilità unica, che traduce tutta l’emozione in un’impressione visiva potente, dove il contrasto tra l’eleganza formale e la solitudine psicologica crea un’intensità quasi palpabile.

Vivere la sua mostra è come calarsi in un cinematografo appartenente ad un’epoca ormai estinta, di cui Vettriano è autore e regista, per una pellicola che scorre stimolando in chi guarda, grazie alle sue pennellate uniche e sensazionali, emozioni uniche.

Tra film noir e Dolce Vita

Tra il film noir e la nostalgia della Dolce Vita, l’artista scozzese che ha incantato il mondo dipingendo le storie mai raccontate.
[Città, Data] – L’eleganza è la sua arma, la nostalgia la sua musa. Jack Vettriano (1951-2025), il pittore che la critica ha spesso ignorato ma che il pubblico ha elevato a fenomeno globale, è il protagonista di una nuova mostra che promette di immergere i visitatori in un mondo fatto di abiti scivolati, balli sulla sabbia e incontri clandestini. Questa non è solo un’esposizione d’arte, ma un vero e proprio viaggio nel cuore del romanticismo velato e dell’intrigo emotivo.

I protagonisti del mistero

Nessuno dipinge l’atmosfera del film noir come Vettriano. Le sue tele sono still cinematografici dove l’azione cruciale non è ciò che si vede, ma ciò che è stato appena detto o sta per accadere.
I personaggi sono quasi sempre a proprio agio nella loro solitudine e nel loro fascino. Le donne sono femme fatale vestite di rosso o di nero, sensuali e irraggiungibili, il cui sguardo è spesso fisso in un punto imprecisato fuori dalla tela, come se stessero aspettando un messaggio segreto. Gli uomini, in impeccabili completi scuri o cappelli che nascondono gli occhi, incarnano l’archetipo dell’amante misterioso, forse un po’ pericoloso.

L’elemento più intrigante è la mancanza di comunicazione visiva. Difficilmente una coppia si guarda negli occhi. In opere come The Betrayal, la tensione non è generata da un dramma esplicito, ma dall’atmosfera: il silenzio carico di conseguenze, il corpo a corpo psicologico. Vettriano ci rende tutti dei voyeur affascinati, lasciati a completare la storia con le nostre paure e i nostri desideri.

Il romanticismo della malinconia

Il celeberrimo The Singing Butler (Il Maggiordomo Cantante), l’opera che detiene il record di riproduzioni e vendite di poster, è l’esempio perfetto del romanticismo malinconico dell’artista.
Una coppia impeccabilmente vestita danza con ardore e passione su una spiaggia battuta dal vento, mentre due figure di servizio – il maggiordomo e la cameriera – li osservano impassibili sotto un cielo grigio.

Nonostante l’abbraccio, la scena è intrisa di solitudine. Il ballo è un atto d’amore, ma anche un disperato tentativo di scaldarsi di fronte a un’attesa o a un addio. Il romanticismo di Vettriano è sempre una questione di tempo perduto e desideri non realizzati. Le spiagge deserte non sono luoghi di vacanza spensierata, ma scenari post-bellici o spazi infiniti dove l’eco di una vecchia canzone d’amore risuona più forte.

L’arte del suggerimento

Ciò che rende Vettriano un artista amato universalmente è la sua capacità di suggerire l’eros senza cadere nella volgarità. L’erotismo si cela in un guanto di raso sfilato, in una spallina che scivola, o nella posa languida di una donna su un divano di pelle. L’eleganza formale degli abiti e l’ambientazione ricercata agiscono da contraltare alla passione grezza che traspare.

La mostra in corso offre una rara opportunità di confrontarsi con questa ambivalenza. Vettriano, l’autodidatta che è emerso dal mondo minerario scozzese, ci ha lasciato un’eredità di dipinti che sono, in fondo, ritratti dell’anima. Ci chiedono: chi sono questi amanti? Qual è il loro segreto? E quanto di quel desiderio è anche nostro?

Non perdete l’occasione di entrare nel romanzo di Jack Vettriano. Uscirete dalla galleria non solo con gli occhi pieni di bellezza, ma anche con la mente piena di storie ancora da scrivere.

Dove e Quando:
JACK VETTRIANO
Milano, Museo della Permanente (via Turati 34)
Fino al 25 gennaio 2026
Orari: da lunedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)

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Pubblicato il 10 Dicembre 2025
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