Addio a Giorgio Cavalleri, lo storico che fece luce sull’oro di Dongo e sul destino dei partigiani Gianna e Neri

Studioso rigoroso e testimone civile, ha indagato senza sconti su una delle pagine più controverse della lotta di Liberazione

Varie Italia

È morto Giorgio Cavalleri, studioso che ha dedicato la sua vita di ricerca alla Resistenza nel Comasco, affrontando con rigore uno dei capitoli più oscuri e discussi della storia italiana del Novecento: la vicenda dell’Oro di Dongo e l’uccisione dei partigiani Gianna e Neri.
Un lavoro paziente e controcorrente, condotto lontano da facili semplificazioni, che ha contribuito a rompere silenzi e a interrogare responsabilità rimaste a lungo ai margini del racconto pubblico. Insieme al giornalista e storico Franco Giannantoni, Cavalleri è autore del libro “Gianna e Neri fra speculazioni e silenzi” (Arterigere Edizioni), un testo che analizza criticamente una storia segnata da omissioni e versioni contrastanti. Al centro del lavoro, la figura di “Gianna” e “Neri”, due partigiani garibaldini uccisi perché chiedevano conto dell’Oro di Dongo, il tesoro sequestrato a Benito Mussolini durante la fuga verso la Svizzera.

«Con l’oro di Dongo comprarono anche Botteghe Oscure»

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 10 Gennaio 2026
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