Coppa Italia alle porte: servono Mastini in versione Avengers contro “l’ineluttabile” Caldaro
Le Final Four di Milano arrivano al termine di una prima fase di IHL in cui i gialloneri hanno fatto i conti con una "coperta corta". Venerdì 9 (ore 20) la sfida ai Lucci favoriti per il trofeo. Ma Varese può fare cose fuori dal comune
Venerdì 9 gennaio si torna sul ghiaccio, un ghiaccio molto speciale: quello della Santagiulia Ice Hockey Arena di Milano che, dal prossimo 5 febbraio, accoglierà i tornei delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Nel weekend in arrivo però si assegneranno il 92° Scudetto della IHL Serie A, e la Coppa Italia IHL, con quest’ultima competizione che vedrà, tra le altre, protagonista Varese, impegnata nella prima semifinale (primo ingaggio ore 20:00) contro Caldaro, in quella che ormai si può definire una classica dell’hockey su ghiaccio. Tante e tutte molto intense le sfide tra lombardi e altoatesini, questi ultimi capaci di macinare ben 52 punti in 22 partite nella prima fase di campionato.
Osservando il cammino dei Mastini in filigrana, si evidenziano in maniera piuttosto chiara aspetti strutturali che ne hanno determinato la posizione in classifica (quarti) e che portano ad una riflessione utile ad intendere gli impegni nelle imminenti finali di coppa e per prossimi play-off.
COPERTA CORTA
Su tutti si nota la “coperta corta” di coach Massimo Da Rin; da tempo immemore gli infortunati Vanetti e Piroso guardano le partite dalla balconata, sulla quale hanno fatto loro compagnia Tilaro per un certo periodo e – in maniera saltuaria – Bertin e altri. Situazioni che hanno costretto la squadra ad adattare soluzioni alternative in termini di assetto, che ne hanno spesso alterato gli equilibri, incidendo verso un fattore chiave noto a tutti quelli che lo sport lo praticano o semplicemente lo conoscono: la continuità, venuta a mancare subito dopo l’ottimo inizio di stagione.
Sia chiaro, gli obiettivi minimi sono stati centrati: Varese si è qualificata per le final four di Coppa Italia e per il Master Round, ma nell’ultimo periodo si sono viste grinta e passione, ma non la continuità che avrebbe portato a qualche vittoria esterna importante.
Direttamente collegato al concetto di “coperta corta”, c’è la mancanza di un settore giovanile in grado di garantire due cose sostanziali, far crescere i giovani da inserire in prima squadra, e “tappare i buchi” in caso di infortuni o assenze. Senza questo fattore, senza passaggio di testimone, non si cresce.
LE RUOTE CHE NON GIRANO
Ci sono state poi potenziali opportunità che si sono trasformate in problemi. L’acquisto Pisarenko per esempio: restringendo il campo dalla conoscenza dello sport in generale appena citata all’hockey in particolare, si comprende che il portiere risulta essere l’elemento più importante della squadra, e purtroppo quest’anno l’estremo difensore ucraino non giocato la sua miglior stagione. Questo naturalmente non poteva essere previsto perché, lo ribadiamo, a inizio stagione la notizia ha portato sul ghiaccio giallonero enorme gaudio con l’arrivo di un professionista che tanto bene aveva fatto a Fassa. Di fatto però i Mastini si sono giocati a vuoto il “bonus ucraino”, tenendo in panchina nel finale di stagione non solo un portiere, ma anche un virtuale attaccante o difensore.
“Last but not list”, come direbbero oltremanica, la situazione relativa alla disponibilità economica della società, che ad oggi sembra non avere le necessarie risorse per inserire forze nuove, se si esclude l’ottimo innesto di Dylan Ghiglione. Situazione, quella relativa all’acquisto di nuovi giocatori, che funziona: lo dimostra per esempio Pergine, cui l’investimento Koriakoski ha portato in dote 21 punti in 12 partite. Anche qui le responsabilità dirette della società sono limitate, ci sarebbe qualcosa da dire rispetto al tessuto socio-economico di una piazza come quella di Varese che, non dimentichiamolo, è tra le 20 città più ricche d’Italia per reddito pro capite, situazione generata anche da fattori come la crescita del PIL più alta del Paese. Fa molto strano insomma che, in un’area che si può definire senza imbarazzi ricca, si faccia fatica a trovare investitori, anche nell’anno delle Olimpiadi, ove la connessione con sport come l’hockey su ghiaccio dovrebbe risultare spontanea e naturale.
Come ribadito, al netto di tutto questo Varese ha fatto un buon campionato, portando per ora a termine gli obiettivi minimi, il nostro è un pensiero più esteso ed articolato, alle cose che tutti gli appassionati di questo sport, che hanno sempre risposto presente nel corso della stagione, si meritano.

MA NOI SIAMO MASTINI
Analisi tecniche a parte, i Mastini restano sempre i Mastini. Capaci di incredibili prestazioni e di lanciare il cuore oltre l’ostacolo, magari assieme al fedelissimo popolo giallonero più necessario che mai in questa final four di Coppa Italia. Pubblico che in più di un’occasione di assist importanti ne ha fatti eccome.
No, non sarà assolutamente facile vincere contro Caldaro: al cospetto di Varese ci sarà una squadra solida, come sempre, con in più la maturità di un gruppo che negli ultimi anni è cresciuto vertiginosamente. Tanta tecnica, molta forza fisica e molti ricambi, la collocano senza dubbio come favorita. Ma i Mastini sono i Mastini lo sappiamo bene, e di cose fuori dal comune ne abbiamo viste parecchie. Parafrasando i sempreverdi fumetti, possiamo collocare Caldaro come la perfetta reincarnazione del famoso passaggio Thanos, l’ineluttabile, ovvero ciò contro cui non si può lottare. Serviranno quindi Mastini in versione Avengers, con le Gemme dell’Infinito che saranno il cuore, l’orgoglio, la grinta, la passione, il coraggio ed il fantastico pubblico giallonero. Perché come insegnano i fumetti, non è mai questione di quanto sei forte, ma conta quanto sei disposto a dare quando tutto sembra perduto, e alle volte queste storie di carta si trasformano in realtà. Lo sappiamo bene, e gli stessi Mastini in passato lo hanno dimostrato.
COPPA ITALIA 2026 (Milano Santagiulia)
Semifinale 1: Caldaro – VARESE (venerdì 9, ore 20)
Semifinale 2: Alleghe – Appiano (sabato 10, ore 11)
FINALE: vincente 1 – vincente 2 (domenica 11, ore 15,30)
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