Un minuto di silenzio nelle scuole per le vittime di Crans Montana. L’istituto Einaudi piange anche Giorgio
Alla ripresa delle lezioni, gli studenti hanno ricordato le vittime di capodanno rimanendo nelle proprie aule. Nell'istituto professionale una doppia commemorazione anche per ricordare il compagno morto il giorno di Natale
Un minuto di silenzio, alla ripresa delle lezioni. Alle 8.30 nelle scuole della provincia di Varese, ragazzi, docenti e tutto il personale è rimasto in silenzio, il pensiero alle giovanissime vittime di Capodanno a Crans Montana.
Una richiesta arrivata dal Ministro Giuseppe Valditara: « In seguito alla tragica vicenda avvenuta a Crans-Montana durante i festeggiamenti della notte di Capodanno, nella quale hanno perso la vita i sei giovani studenti italiani Achille Barosi, Chiara Costanzo, Emanuele Galeppini, Riccardo Minghetti, Sofia Prosperi e Giovanni Tamburi, invito tutte le istituzioni scolastiche a osservare un minuto di silenzio e raccoglimento nella giornata del 7 gennaio, quale gesto di rispetto e partecipazione al dolore delle famiglie e dell’intera comunità. Desidero inoltre esprimere un sentimento di sincera vicinanza e un augurio di pronta guarigione ai giovani attualmente ricoverati, unendomi all’auspicio del mondo della scuola affinché possano ristabilirsi al più presto».
Al liceo Cairoli i ragazzi sono rimasti nelle proprie aule, i sessanta secondi definiti dal suono della campanella, all’istituto Geymonat tutti i ragazzi si sono alzati in piedi vicini ai propri banchi dopo tre squilli di campanella. Ai licei Manzoni il ricordo è avvenuto alle 9.30, nelle singole aule al suono della campanella: nella circolare del dirigernte Maieron si ricorda anche l’importanza della formazione precoce sulla sicurezza nei luoghi di lavora (e non solo) da intendersi quale competenza irrinunciabile per ogni momento della vita quotidiana.
All’Istituto Einaudi la commemorazione è stata anche l’occasione per ricordare un giovane compagno di scuola. Il giorno di Natale é scomparso Giorgino Sagliocco, 16 anni, studente di seconda B. Il ragazzo aveva molti amici e la notizia della sua morte ha creato grande commozione.
Nel profilo Instagram dell’istituto alcuni docenti avevano lasciato un ricordo: « Ciao Giò, porterò per sempre con me il tuo sorriso timido, la tua gioia di vivere nonostante le difficoltà, le tue sgommate in palestra, il tuo tablet, la tua borraccia, le tue auto da corsa super ganze, il tuo essere informato su tutto, la tua scatola di scarpe Nike, la tua passione smodata per i distributori di merendine …Ma soprattutto il tuo amore totale per i film di Bud Spencer e Terence Hill. E se è vero che anche gli angeli mangiano fagioli, allora io voglio immaginarti a mangiarli lassù, in compagnia del tuo idolo Bud…in una nuova vita priva di ogni sofferenza».
« Ciao Giò.. ricorderò il tuo sorriso e la tua gentilezza e la tua voglia di conoscere…vola con gli angeli libero ora».
«Ciao caro Giorgio. In questi anni di scuola, sei stato per me una presenza sin troppo silenziosa ma sempre preziosa, come quei libri che non hanno bisogno di copertine appariscenti perché la storia che raccontano è già tutta dentro, profonda e bellissima.
Resterà sempre nella mia mente il ricordo di te quando ti fermavi davanti alle macchinette delle merendine. Era un appuntamento quasi magico, un rituale: i tuoi occhi diventavano improvvisamente due fari di pura golosità, accendendosi di una luce cosi viva che sembrava potesse illuminare tutto l’atrio della nostra scuola. In quel luccichio c’era tutta la tua voglia di buono, una gioia cosi semplice e vera da far sembrare piccoli tutti i nostri problemi. Ci hai insegnato che non serve correre per arrivare al cuore delle persone. Tu ci sei arrivato restando seduto, con la forza della tua gentilezza e quella tua capacità di guardare oltre, dove noi spesso non riuscivamo ad arrivare. Oggi mi piace pensarti cosi: finalmente leggero, finalmente libero. Immagino che quella carrozzina sia rimasta indietro, come un vestito diventato troppo stretto, mentre te ne vai a curiosare tra le stelle con lo stesso sguardo brillante che avevi davanti a quel vetro delle merendine a scuola. Grazie per la strada che abbiamo fatto insieme. Fai buon viaggio, Giorgio, e continua a brillare ovunque tu sia. Con un sorriso e tanto affetto. Il tuo professore Marco».
Commossa anche la dirigente Samantha Emanuele che sta preparando una piccola cerimonia per intitolare al giovane scomparso l’aula inclusione. Una dedica per legare in modo indissolubile la scuola al suo studente.
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