Palombella (Uilm): “Troppi incidenti sul lavoro, servono investimenti e responsabilità condivise”

Il segretario nazionale della Uilm al congresso della Uilm Alta Lombardia. Il pensiero all’ennesima vittima sul lavoro all’ex Ilva di Taranto: «Quando gli impianti vengono abbandonati per anni, i rischi aumentano»

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La sicurezza sul lavoro resta una delle questioni più urgenti per il sistema industriale italiano. Lo ha ribadito Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, intervenendo al terzo congresso della Uilm Alta Lombardia. Un intervento segnato anche dalla notizia dell’ennesima vittima sul lavoro all’ex Ilva di Taranto, la città dove il sindacalista è nato e dove ha iniziato la sua esperienza nel mondo del lavoro.

Palombella, nato a Faggiano nel 1955, ha lavorato nello stabilimento siderurgico tarantino per 27 anni. Fu assunto all’Ilva il giorno del suo diciottesimo compleanno, il 5 dicembre 1973, rimanendovi fino al 2001. Proprio a Taranto ha iniziato l’attività sindacale, diventando in seguito segretario generale della Uilm locale prima di essere eletto, il 10 febbraio 2010, segretario generale nazionale della Uilm.

«Quando mancano investimenti, prospettive e tranquillità – ha spiegato – il rischio aumenta. Il problema nasce soprattutto quando gli impianti vengono abbandonati e lasciati a se stessi per anni. È così che si crea un deterioramento impiantistico e mancano le risorse necessarie per garantire la sicurezza».

Il riferimento è alla situazione dell’acciaieria di Taranto. «Dal 2012 al 2026 questa azienda è in amministrazione straordinaria con i commissari. Quando una crisi viene trascinata così a lungo, tutto diventa più complicato». Il tema, però, riguarda l’intero comparto industriale. «La sicurezza investe tante aziende e tanti settori, in particolare quello metalmeccanico. La manifattura per noi resta una priorità e va salvaguardata».

Per il leader della Uilm servono azioni concrete: «Occorrono formazione, investimenti e competenze. Serve un’azione sistemica che coinvolga aziende, istituzioni e sindacato. Gli incidenti avvengono anche in realtà che non presentano particolari criticità. Questo significa che bisogna riconsiderare complessivamente il tema del lavoro».

Tra i fattori di rischio c’è anche la precarietà. «Il ricambio continuo dei lavoratori fa perdere professionalità ed esperienza, e questo incide anche sulle condizioni di sicurezza».
Palombella ha indicato nel territorio di Varese un esempio positivo. «Qui negli anni è stato fatto un grande lavoro sulla sicurezza grazie alla collaborazione tra tutte le parti». Il segretario della Uilm ha ricordato anche alcune esperienze di confronto territoriale, come la riattivazione del tavolo del lavoro avvenuta negli anni scorsi. «Quando si lanciano idee che servono a creare occasioni di dialogo – ha concluso – ne beneficiano il territorio, le parti sociali e soprattutto i lavoratori che rappresentiamo».

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

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Pubblicato il 04 Marzo 2026
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