Gallarate intitola una rotonda a Sergio Ramelli, ma arriva la polemica
La rotatoria più grande della città porterà il nome dello studente ucciso nel 1975. Sinistra Italiana critica l'uso politico e il rischio di legittimazione del neofascismo
La città Gallarate intitola a Sergio Ramelli una rotonda sulla Statale del Sempione e scoppia anche la polemica politica, fin qui rimasta sotto traccia.
La giunta guidata dal sindaco Andrea Cassani ha approvato la delibera che formalizza la proposta emersa nei mesi scorsi in Commissione Cultura, l’intitolazione della nuova enorme rotonda di via Milano, all’altezza del Mediaworld.
L’intitolazione, di fatto, rappresenta il passaggio conclusivo di un percorso avviato a febbraio su iniziativa di Fratelli d’Italia, attraverso il consigliere comunale Alessio Imbriglio, e successivamente discusso in più sedute prima del via libera definitivo.
L’obiettivo dichiarato è quello di ricordare la figura di Sergio Ramelli, studente milanese di 18 anni, ucciso nel 1975. Ramelli era un militante del Fronte della Gioventù (l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano, partito neofascista costituito nell’Italia Repubblicana) e venne aggredito il 13 marzo da militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. Dopo oltre un mese e mezzo di agonia, morì il 29 aprile a causa delle ferite riportate.
L’intitolazione, nelle intenzioni dei promotori, si configura dunque come un atto di memoria nei confronti di una vittima della violenza politica degli anni Settanta, gli anni “di piombo e di tritolo”.
La contrarietà di Sinistra Italiana
La decisione ha però suscitato una presa di posizione critica da parte di Sinistra Italiana Varese, che ha espresso “profonda preoccupazione e ferma contrarietà”.
Secondo il movimento, l’intitolazione non rappresenta un gesto neutro: «Gli atti pubblici, soprattutto quando assumono la forma di intitolazioni e riconoscimenti istituzionali, hanno sempre un valore simbolico e politico». Per questo motivo, la scelta viene giudicata un errore, non per negare la tragedia umana, ma perché ritenuta suscettibile di essere utilizzata come strumento di legittimazione culturale e politica di un’area legata all’estrema destra., dal momento che
Nel comunicato si richiama inoltre il valore fondativo dell’antifascismo nella Repubblica italiana, sottolineando il rischio che iniziative di questo tipo possano contribuire a una “normalizzazione di simboli e riferimenti” non coerenti con i principi costituzionali.
Sinistra Italiana invita quindi l’amministrazione comunale a riconsiderare la decisione e ad aprire un confronto pubblico con la cittadinanza e le forze democratiche del territorio.

Come detto l’intitolazione non riguarda una via o un piazza, ma la rotonda di viale Milano, che è la più grande in città, 56 metri di diametro, al costo di 1,63 milioni di euro.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
principe.rosso su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
lenny54 su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
Felice su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
principe.rosso su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra
Fabio Rocchi su Il professore che a Mosca ascoltava Putin viene a Varese spiegarci la guerra










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.