“Intitolate la rotonda a Sergio Ramelli”. La proposta di Fratelli d’Italia a Gallarate
L'idea di dedicare al militante del Fronte della Gioventù è arrivata dal consigliere Imbriglio. Tra le altre proposte la intitolazione di un'ala della biblioteca a don Alberto e una targa sotto il Monumento alla Resistenza di Pomodoro
L’intitolazione della nuova rotonda di viale Milano, di fronte al MediaWorld, a Sergio Ramelli; il posizionamento di una targa esplicativa alla fontana di Arnaldo Pomodoro in largo Camussi; la dedica di uno spazio della biblioteca comunale a don Alberto Dell’Orto. Sono le tre proposte presentate da Fratelli d’Italia, attraverso il consigliere comunale Alessio Imbriglio, nel corso dell’ultima Commissione Cultura a Gallarate.
La discussione sulle intitolazioni di strade, spazi pubblici o rotatorie è stata rinviata a una commissione specifica che verrà convocata prossimamente. Nel frattempo, il gruppo consiliare ha formalizzato le proprie richieste.
«Chiediamo, in memoria di Sergio Ramelli, l’intitolazione della nuova rotonda su viale Milano, di fronte al MediaWorld», ha dichiarato il consigliere Alessio Imbriglio. Come ricordato in Commissione, «al momento si segnalano quarantaquattro intitolazioni in altrettante città italiane, con la prima avvenuta a Verona nel 1988», mentre «altre tredici sono in attesa della chiusura dell’iter». In provincia di Varese esiste un solo precedente: «a Busto Arsizio, nell’aprile 2025, è stata inaugurata una rotonda dedicata proprio a Ramelli».
Ramelli, studente milanese di 18 anni e militante del Fronte della Gioventù, venne aggredito il 13 marzo 1975 da esponenti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia Operaia. «A seguito dei colpi perse i sensi e fu lasciato esangue al suolo», ha ricordato Imbriglio. «Morì il 29 aprile, oltre un mese e mezzo dopo l’aggressione».
Secondo quanto sostenuto dal consigliere, «Ramelli non aveva precedenti penali, non aveva partecipato ad aggressioni, risse o minacce e non aveva attaccato manifesti né distribuito volantini a scuola». «L’unica sua colpa – ha aggiunto – fu quella di aver espresso, durante un tema scolastico, posizioni di condanna verso le Brigate Rosse, aggiungendo una nota di biasimo verso il mondo politico». E ancora: «La persecuzione ebbe inizio a causa di quel tema, sottratto al professore e affisso in una bacheca scolastica, alimentando accuse e un clima di odio che si concluse con il suo omicidio».
Una targa per la fontana di Arnaldo Pomodoro
La seconda richiesta riguarda l’opera “Movimenti di crollo” di Arnaldo Pomodoro, collocata in largo Camussi. «Chiediamo che venga posizionata una targa che riporti il titolo e l’autore dell’opera, seguita da una breve spiegazione», ha spiegato Imbriglio.
La scultura, in bronzo, alta 5 metri e 20 centimetri e larga 70 centimetri, fa parte di una serie di quattro esemplari realizzati tra il 1970 e il 1971. «L’opera venne selezionata nel 1979 tra centinaia di progetti presentati, con l’intento di donare alla città un monumento alla Resistenza», è stato ricordato in Commissione. La cerimonia di inaugurazione si tenne il 27 aprile 1980.
Dal punto di vista formale, Pomodoro descriveva così il lavoro: «Consiste in un cilindro-colonna, con uno spacco longitudinale, a colpo di scure centrale, che lascia le due parti monumentalmente ferme per un centesimo di secondo». Il “movimento”, nelle parole dell’artista, era «un’accentuazione del disequilibrio in atto, in contrasto con ogni staticità o ordine raggiunto o prevedibile».
Uno spazio in biblioteca per don Alberto Dell’Orto
La terza proposta riguarda l’intitolazione di uno spazio all’interno della biblioteca comunale a don Alberto Dell’Orto, scomparso nel 2020.
«Non servono particolari spiegazioni su chi fosse don Alberto. L’obiettivo è rendere ulteriore omaggio al suo impegno pastorale e umano reso alla città di Gallarate». La dedica si aggiungerebbe al totem commemorativo installato lo scorso anno dall’amministrazione comunale di fronte al Teatro delle Arti, luogo simbolicamente legato alla figura del sacerdote.
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