Nkamhoua, un ultimo ballo da Eurolega. Renfro persevera nel peccato
Il finlandese segna 30 punti alla difesa Virtus. Librizzi ha il coltello tra i denti ma il pivot titolare si autoelimina di nuovo con i falli. Il mal di stomaco di Moore e quello dei tifosi
STEWART 5 – Le gambe ci sono (32′), le mani meno (3 su 9 dal campo), la testa non brilla, nel senso che certe scelte non sono particolarmente azzeccate. Ha anche quella palla per riaprire i conti ma si fa stoppare da dietro perché non ha la pazienza di attaccare con il cervello la difesa. Per carità, non malissimo contro una squadra tosta e con l’esperienza giusta per mandarlo in tilt, ma con Moore fuori uso doveva portare più acqua al mulino.
ALVITI 5 – Sta in campo con l’atteggiamento giusto, ma pecca a livello di produzione: appena 5 punti, con pochi tiri e poca capacità di farsi vedere in attacco. Lavora meglio di altri a rimbalzo, perché a differenza di altri ha senso della posizione e fondamentali di tagliafuori. Ma è come fermare un fiume con una paletta: tu trattieni qualcosa ma attorno passa di tutto.
MOORE S. V. – Prendiamo per buona – non possiamo fare altrimenti – la spiegazione della società che ha parlato di forte malessere gastrointestinale. Un mal di stomaco simile a quello che abbiamo avvertito noi nel momento in cui è stata definitiva l’esclusione dai playoff. Certo è che dopo il dolorino di Treviso è arrivato il bibi a Bologna. Non proprio come Justin Reyes, in campo su una gamba sola per salvare Varese un paio d’anni fa.
ASSUI 6,5 – Tripla coraggiosa in avvio, un bel canestro in percussione, la presa in carico di avversari che hanno una presenza fisica e un atletismo complicati da contenere. Al passo d’addio certo per l’America, si congeda con onore.
NKAMHOUA 8 (IL MIGLIORE) – Fin quando fa male, fin quando ce n’è, Olivier Nkamhoua rappresenta un rebus irrisolvibile anche per una difesa da Eurolega come quella di Jakovljevic. Per un po’, forse, lo lasciano fare ma poi lui continua a segnare anche quando gli avversari sono sempre più vicini. Avvicinamento, piede perno, media distanza, tripla: ci mette un po’ di tutto, Olli, per arrivare a quota 30. Lì si ferma, sbagliando anche i liberi, perché appunto non c’è più benzina nel serbatoio. Felici di averlo avuto, di averlo lanciato in alto di qualche piano (Eurolega? Barcellona? Possibile).
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IROEGBU 7 – Si potrà anche storcere il naso per qualche forzatura, per un primo tempo sottotono, però ancora una volta Ike è un fattore determinante in positivo. I numeri, anzitutto: 19 punti, 6 rimbalzi, 7 assist. Ha di fronte un’avversaria d’alto lignaggio, tiene a dimostrare che anche lui è stato al primo livello non per caso.
LIBRIZZI 7 – Quando vede Virtus, spesso si scatena. Libro gioca l’ultima di campionato con quel coltello tra i denti che altri lasciano in spogliatoio: appena entrato ruba palla e va a segnare, poi inventa un gioco da 4 punti, infine ci prova anche nell’ultimo quarto, contro logica e contro le notizie provenienti da Trento. Qualche passaggio a vuoto, ok, ma tanta buona volontà e ìuna doppia cifra fuori casa, non così consueta.
RENFRO 4,5 (IL PEGGIORE) – Errare è umano, perseverare è diabolico, Renfro evidentemente è satanico: due falli nei primi 3′, entrambi netti, lo tolgono di nuovo dalla partita. E sì che la squadra si fidava di lui, tanto da provare a mandarlo a segno fin dalla prima azione, goffamente sbagliata. Con il pivot titolare costretto a sedersi, è iniziata la scorpacciata di rimbalzi Virtus sotto il canestro biancorosso e allo stesso tempo, è andato a farsi benedire l’assetto con Nkamhoua da ala forte. Possibile ricadere sempre nello stesso errore?
LADURNER 6 – Sufficienza premio per l’impegno. Una bella stoppata, l’ultimo cesto biancorosso dell’anno. Non una gran soddisfazione, ma è ciò che passa il convento dell’abate Ioannis.
FREEMAN 5 – Voto non alla prestazione (4′ incolori) quanto all’idea. Alla fine Allerik non è servito praticamente a nulla, almeno alla domenica. Era davvero il caso di non metterlo in discussione sino al 10 maggio, o si poteva fare altrimenti?
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