Eventi a Materia

Vlog e progetti sul campo: tre generazioni a confronto sull’Africa occidentale

L'esperienza di un gruppo di giovani e i progetti di sviluppo dell'associazione Servi Inutili si incrociano a Materia

Materia africa giugno

I diari digitali di un gruppo di giovani e i progetti di sviluppo strutturale si sono incontrati a Materia durante la serata che ha raccolto le testimonianze dirette da Senegal, Gambia e Costa d’Avorio. L’evento, che si è svolto martedì 30 giugno allo spazio libero di Materia, ha messo a confronto le esperienze di boomer, millennial e appartenenti alla generazione Z sul tema della cooperazione e della comunicazione contemporanea.

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Il nucleo del dibattito si è sviluppato attorno all’itinerario compiuto a gennaio da un gruppo di undici persone in Senegal. L’influencer Elisa Thiam ha spiegato l’origine dell’esperienza, documentata quotidianamente attraverso una serie di vlog multimediali: «in Senegal, che è il mio paese d’origine, ci sono andata un po’ di volte, ma non ho mai portato qualcuno che fosse esterno alla mia famiglia». Tra i luoghi descritti dai partecipanti, l’Isola delle Conchiglie a Joal Fadiut ha costituito la tappa più rilevante dal punto di vista emotivo per la presenza di un cimitero in cui la comunità musulmana e quella cattolica condividono lo spazio della sepoltura sotto strati di gusci marini. Il percorso complessivo, esteso successivamente a Gambia e Costa d’Avorio, ha visto il coinvolgimento di Dino Azzalin, esponente dell’associazione APA (Amici per l’Africa), che si è soffermato sul monitoraggio di un orfanotrofio e sui servizi di assistenza medica sul campo.

La seconda parte della serata si è focalizzata sulle attività di ASI (Associazione Servi Inutili), organizzazione operativa dal 2008 nella prefettura di Bocanda, in Costa d’Avorio. La presidente di ASI Costa d’Avorio, Bernadette Koukaou, e il presidente della sezione italiana, Pier Samuele, hanno illustrato i mutamenti economici dell’area legati alle variazioni climatiche, che hanno costretto i coltivatori a riconvertire le piantagioni storiche di cacao e caffè verso la manioca.

L’intervento di ASI si concentra sul supporto alla scolarizzazione superiore, garantendo la permanenza di trentasette ragazze presso un istituto di suore missionarie. Parallelamente, l’ente ha completato il primo lotto dello studentato Sulafile – termine che in lingua baulè significa “speranza” – dotato di dodici posti letto, sale studio e un refettorio per agevolare la frequenza ai licei pubblici della città. Il presidente di ASI Italia ha chiarito le finalità di lungo periodo e i criteri di autonomia perseguiti nelle aree di intervento: «È un progetto di emancipazione, non è un progetto di assistenzialismo. Puntiamo a cooperare a dare tutto l’aiuto di cui si ha bisogno ma a dare la possibilità di andare avanti con le propri gambe raggiungendo l’autosufficienza sia a livello agricolo sia a livello energetico e quindi poi possiamo diventare effettivamente inutili».

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Pubblicato il 30 Giugno 2026
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