In Viale Monte Rosa a Varese l’ambulatorio per i malori provocati dal caldo
Il servizio dell'Asst Sette Laghi, operativo tutti i giorni dalle 8 alle 19, accoglie chi soffre il caldo. Oltre alla cura si fa educazione sanitaria. Un lavoro in rete con i medici di famiglia: già individuati circa 400 pazienti più vulnerabili
Un ambulatorio dedicato ai malori causati dal caldo. È aperto tutti i giorni, dalle 8 alle 19, sette giorni su sette. È il “Cold Spot” attivato dall’Asst Sette Laghi in viale Monterosa a Varese, all’interno della Casa di Comunità, uno dei presidi del piano caldo 2026 dell’azienda sanitaria.
Come funziona
Chi arriva in Casa di Comunità viene accolto al Punto Unico di Accesso (Pua), dove sono presenti l’infermiere di famiglia e l’assistente sociale. Qui viene fatta una prima valutazione e vengono rilevati i parametri, prima dell’accesso all’ambulatorio dedicato.
«Tutti possono accedere alla Cold Spot qui in viale Monterosa a Varese – spiega la direttrice del Distretto di Varese dell’Asst Sette Laghi, Alessandra Mentasti, precisando che il servizio si rivolge in particolare – È un servizio che si rivolge ad anziani, fragili, pazienti che hanno già altre patologie, come diabete o problemi cardiaci ma anche persone che avvertono malore. Non esiste però un limite d’età. Potrebbe essere anche la mamma col proprio bambino, perché avverte un disagio dal punto di vista climatico».
Chi non si sente bene può fermarsi e riposare, sotto sorveglianza: se emergono criticità maggiori, l’infermiere di famiglia coinvolge il medico, sempre presente in struttura. Nei casi più delicati, sarà il medico a valutare l’eventuale necessità di una terapia infusionale.
Non un centro diurno, ma un presidio di prevenzione
La dottoressa Mentasti tiene a chiarire cosa il Cold Spot non è: «Non è un centro diurno per anziani né un centro di aggregazione». È piuttosto un punto in cui arginare il problema nell’immediato, valutare la situazione del paziente e, se necessario, attivare ulteriori passaggi assistenziali — compresa, su appuntamento, una visita domiciliare dell’infermiere di famiglia che può valutare il contesto abitativo.
Al centro del servizio c’è anche l’educazione sanitaria, rivolta sia al paziente sia al caregiver: «il centro della sete, da una certa età in poi, funziona meno bene e quindi ricordiamo l’importanza di idratarsi regolarmente — ricorda la direttrice — così come l’importanza di seguire una dieta leggera, uscire nelle ore meno calde della giornata e a vestirsi con abiti chiari e leggeri, preferibilmente in fibra naturale»
Non è raro, spiega ancora Mentasti, che il caldo faccia riemergere con più forza patologie già presenti: «Magari un diabete scompensato perché il paziente non si è nutrito, non ha preso in maniera corretta la terapia, magari perché non si è idratato in maniera sufficiente».
Il lavoro sul territorio: circa 400 pazienti fragili monitorati
Accanto all’ambulatorio, l’Asst Sette Laghi porta avanti un’attività di monitoraggio domiciliare rivolta ai pazienti più fragili. Lo racconta il direttore sociosanitario di distretto, Giuseppe Calicchio: sono circa 400 i nominativi segnalati dai medici di medicina generale, ciascuno con un triage almeno settimanale, «o anche più se ci sono situazioni di criticità».
Si tratta di un lavoro che si somma al già consistente volume di attività di cure domiciliari dell’azienda, che Calicchio definisce tra i principali erogatori a livello di Ats: «Con largo anticipo, abbiamo ragionato su questo aspetto dell’emergenza caldo, emergenza che è diventata un must dell’attività domiciliare ».
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