Fuliggine, scope e volti neri: in Val Vigezzo sfila il popolo degli spazzacamini
Oltre 1.500 partecipanti da tutto il mondo hanno attraversato Santa Maria Maggiore, culla di un mestiere antico
Per qualche ora Santa Maria Maggiore sembra uscire da una fotografia d’epoca. I volti anneriti dalla fuliggine, le scope e le funi, gli attrezzi del mestiere, le musiche delle bande e gli abiti tradizionali riportano nelle strade della Val Vigezzo una storia lunga secoli. E tra il pubblico c’è anche chi allunga una guancia, sperando di ricevere quella macchia nera che, secondo la tradizione, porta fortuna. Sono gli spazzacamini, tornati domenica 6 settembre nella valle che rappresenta la culla del loro mestiere per il 43° Raduno Internazionale dello Spazzacamino.
La grande sfilata ha trasformato ancora una volta Santa Maria Maggiore nella capitale mondiale di una delle professioni più antiche e riconoscibili d’Europa. Migliaia di persone hanno affollato le vie del centro per assistere al momento culminante della manifestazione, accompagnando il passaggio del corteo al grido di «spazzacamino, spazzacamino».
Alla vigilia le iscrizioni avevano già superato quota 1.400, ma il conteggio diffuso dopo la parata ha portato il numero ancora più in alto: 1.522 “fumisti” hanno attraversato il centro storico. Tra loro professionisti arrivati da numerosi Paesi, con due nuove delegazioni, quelle di Macedonia del Nord e Montenegro.
Dalle 10 il lungo corteo ha attraversato Santa Maria Maggiore passando da Piazza Risorgimento, tra ali di folla, telefoni sollevati per immortalare il momento e bambini in attesa di caramelle e piccoli gadget. Insieme agli spazzacamini hanno sfilato gruppi in costume tradizionale e bande musicali, in un intreccio di lingue, bandiere e tradizioni.
Poi uno dei momenti più attesi: il ritorno degli spazzacamini sui tetti, immagine simbolo di una manifestazione che ogni anno richiama nella piccola vallata alpina migliaia di visitatori da tutta Italia e dall’estero.
Una storia che parte dalla Val Vigezzo
Per capire perché più di mille professionisti provenienti da ogni parte del mondo si ritrovino proprio qui bisogna tornare indietro di diversi secoli.
La Val Vigezzo, una delle sette valli che compongono l’Ossola, ha infatti un legame profondissimo con questo mestiere. Già nelle antiche carte geografiche del Cinquecento era conosciuta come “Valle degli Spazzacamini” e alcune testimonianze cartografiche risalgono al 1548. La presenza del mestiere nella valle sarebbe però ancora precedente, con testimonianze che vengono fatte risalire almeno al XIV secolo.
Da queste montagne partirono generazioni di vigezzini, costretti a cercare lavoro lontano da casa. Molti raggiunsero Francia, Germania, Austria, Olanda e altri Paesi del Nord Europa, portando con sé un mestiere duro, faticoso e spesso pericoloso.
Una storia che il raduno celebra senza dimenticarne le pagine più difficili. Dietro l’immagine festosa degli uomini con il volto nero di fuliggine c’è infatti anche il ricordo dello sfruttamento, in particolare dei bambini che in passato venivano impiegati per infilarsi nelle canne fumarie. Una memoria conservata e raccontata anche dal Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore.
Da trenta fumisti a un appuntamento internazionale
Il raduno nella sua forma moderna nasce nel 1982. Alla prima edizione parteciparono appena una trentina di fumisti. Da allora la manifestazione è cresciuta fino a diventare un appuntamento internazionale capace di richiamare professionisti da numerosi Paesi.
Nel 2023, in occasione della quarantesima edizione, venne raggiunto il record di oltre 1.800 partecipanti. Quest’anno nelle strade di Santa Maria Maggiore si sono incontrati italiani, tedeschi, francesi, belgi, danesi, bosniaci e numerose delegazioni provenienti dai Balcani e dal resto d’Europa.
Il raduno è soprattutto una festa, fatta di incontri, musica e anche di quella goliardia che accompagna una comunità professionale abituata da secoli a viaggiare. Ma dietro scope, funi, raspe e uniformi nere rimane un mestiere che non appartiene soltanto al passato.
Quello dello spazzacamino è ancora oggi un lavoro necessario, legato alla manutenzione e alla sicurezza degli impianti. Ed è forse proprio questo incontro tra memoria e presente a rendere particolare il raduno della Val Vigezzo: per un fine settimana la valle torna alle proprie radici, mentre centinaia di volti anneriti dalla fuliggine ricordano una storia partita da queste montagne e arrivata in tutta Europa.
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