Diventare imprenditori per sconfiggere la disoccupazione
Si sono presentati in più di cento a Malpensafiere. Chi con un'idea imprenditoriale già nella testa, chi solo per curiosità, chi solo per provarci. Certamente tutti attirati dal bando “Start”
Si sono presentati in più di cento a Malpensafiere. Chi con un’idea imprenditoriale già nella testa. Chi per curiosità e chi solo per provarci. Certamente tutti attirati dal bando “Start”, promosso dalla Regione Lombardia, dal ministero della Gioventù e da Unioncamere Lombardia, per diffondere la cultura imprenditoriale e dare un supporto alle imprese nella fase più delicata della loro vita: l’avvio.
E forse tanto interesse per questo bando è il segnale ulteriore di una crisi economica che continua a falcidiare l’occupazione, considerato che Start è rivolto a tutte quelle persone (uomini, donne e giovani che non abbiano compiuto ancora i 35 anni di età) che al momento dell’iscrizione sono disoccupate, inoccupate, in cassa integrazione o iscritte nelle liste di mobilità.
Le risorse a disposizione non sono molte, anche se la provincia di Varese, con 52.933 euro, ha ricevuto una delle dotazioni più alte tra le province lombarde, su un totale di 750.550 euro, riservati alle imprese non giovanili. Contributo che invece sale fino 887.901 euro per le imprese avviate dai giovani. «Questo bando – spiega Marzia Lisena, responsabile di Formaper, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano – è un’opportunità per valutare la fattibilità concreta delle idee imprenditoriali. È un po’ come il papà che dà una spintarella al bambino che sta imparando ad andare in bicicletta».
Nella fase di start-up, cioè di avvio di un’impresa, di «spintarelle» ne servono molte: nozioni di markenting e di analisi economico-finanziaria, conoscenze per la scelta della forma giuridica e dei contratti di lavoro. È per questo che il bando prevede una serie di seminari di orientamento e di formazione, organizzati in ogni provincia, per dare le conoscenze, i contenuti e le metodologie necessarie per definire il progetto imprenditoriale. Sono previste, inoltre, assistenza personalizzata e consulenza per accompagnare nella stesura del business plan. «La prova del nove – sottolinea Lisena – è il piano economico finanziario, perché è lì che capisci se la tua idea imprenditoriale sta in piedi opppure no. Non basta avere una buona idea di business, occorre inquadrarla e saperla presentare nel modo giusto per ottenere i finanziamenti necessari».
Fuori c’è un sistema creditizio che guarda già con poco entusiasmo alle richieste degli imprenditori maturi. Figuriamoci a quelle dei nuovi businessman, spesso sprovvisti delle garanzie necessarie per ottenere i soldi in prestito. E le domande degli aspiranti imprenditori confermano che l’assillo ricorrente è proprio quello finanziario. Qualcuno chiede se «ci sono altri soldi a disposizione», qualcun altro contesta «l’esiguità del contributo», mentre i più esperti pensano già alla «cumulabilità di più contributi provenienti da bandi diversi».
L’azione di aiuto economico di Start prevede contributi a fondo perduto pari al 70% degli investimenti (al netto dell’Iva) fino a un massimo di 4.500 euro per le ditte individuali (5.500 euro per le imprese giovanili) e 6.000 per le società (10.000 euro per le imprese giovanili).
«Questo bando – conclude Enrico Argentiero, funzionario della Camera di Commercio di Varese – che ha una particolare attenzione alle imprese giovanili, cioè aperte da under 35, porterà alla creazione di circa 300 nuove imprese in tutta la Lombardia. Il valore però non è solo la dotazione economica, ma anche il supporto fornito da professionisti in grado di seguire passo passo la creazione della nuova impresa».
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