Ims, la protesta prosegue… a pasta, fagioli e solidarietà
Circa la metà dei lavoratori è tornata a lavorare temporaneamente, ma il presidio nella maxi tenda prosegue con molti gesti di solidarietà da parte della comunità del paese, come il singolare pranzo consumato domenica
La protesta prosegue… a pasta, fagioli e solidarietà. Gli operai della Ims hanno ottenuto in parte quello che volevano, come gli stipendi di settembre e che circa la metà dei dipendenti tornassero a lavorare per un periodo di tempo determinato. Ma non basta. Il presidio fuori dall’azienda, nella maxi tenda fornita dagli alpini, cotinua giorno e notte. Con tanta attenzione da parte della comunità di Caronno Pertusella. Domenica pomeriggio, infatti, c’è stato un pranzo con una quarantina di persone, tra operai e famigliari, con una pasta e fagioli preparata da una signora di 96 anni e da sua figlia di 76. Entrambe hanno preparato il pranzo per tutti i presenti, offrendo un momento di festa durante l’impegno costante degli operai.
Le due donne però non sono le sole a essere vicine alle proteste dei dipendenti. Lo raccontano gli stessi operai che ringraziano pubblicamente chi li sta sostenendo, come la signora Santina che sabato sera ha portato loro la spesa e che spesso cucina a chi fa il turno serale (perchè c’è sempre qualcuno al presidio, anche di notte) delle intere teglie di pasta al forno.
Oppure il bar La Rosa di Caronno Pertusella che al mattino porta ai lavoratori cappuccini e brioches. Nei giorni scorsi il ringraziamento è andato anche alla vicinanza mostrata dai lavoratori della vicina acciariera Riva che hanno raccolto circa 300 euro per poter fare la spesa.
Ora, nonostante circa 60 operai siano temporaneamente rientrati al lavoro, c’è molta attesa. Dopo il consiglio comunale aperto di giovedì scorso in cui anche l’amministrazione comunale si è impegnata a fare da intermediaria tra Provincia e Regione, l’attenzione è puntata all’incontro tra i sindacati e l’azienda in programma il 4 novembre. Appuntamento durante il quale potrebbe emergere il nome della società interessata a rilevare qualche ramo dell’Ims, permettendo così di ridurre il numero di lavoratori che a breve potrebbero non avere più uno stipendio. Per gli altri sarà necessario, come spiegano i sindacati, una buona politica di ricollocamento dei dipendenti.
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