Tradurre norme e leggi nell’Europa dei 27

Seminario di studio sul tema: "Sfide traduttive nel diritto comparato: alcune questioni aperte". L'appuntamento è per venerdì 30 settembre, alle ore 10.30

L’accentuato multilinguismo dell’Unione Europea comporta non poche problematiche, soprattutto alla luce del fatto che i vari atti comunitari hanno lo stesso valore giuridico nei 27 Paesi aderenti e nelle 23 lingue in cui sono redatti.

«Il problema della traduzione è particolarmente spinoso nel mondo del diritto perché nella sfera giuridica a volte alle parole corrisponde un concetto non trasmissibile in altre lingue – spiega la professoressa Maria Paola Viviani Schlein, preside della Facoltà di Giurisprudenza – in quanto il diritto e i suoi strumenti sono anche il frutto di una sedimentazione culturale, politica, storica, avvenuta nei singoli Paesi. È una questione sentita particolarmente nell’ambito dell’Unione europea, ma anche in America Latina, o nei Paesi di lingua araba o indiana o russa, che coinvolge non solo i giuristi, ma anche i linguisti».

Proprio per discutere di questi temi è stato organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza, in collaborazione con la prestigiosa rivista “Diritto pubblico comparato ed europeo” (che pubblicherà nella loro completezza le relazioni in questa sede sinteticamente esposte), il seminario di studio sul tema: "Sfide traduttive nel diritto comparato: alcune questioni aperte", venerdì 30 settembre 2011, alle ore 10.30, nell’Aula Magna del Chiostro di Sant’Abbondio, a Como. A introdurre i lavori sarà la professoressa Maria Paola Viviani Schlein, mentre relatori saranno giuristi e linguisti provenienti da svariati Atenei italiani.

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Pubblicato il 29 Settembre 2011
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