Un presidente trascinatore. È Marcello Cestaro, classe 1938,
numero uno del Padova dal 2004 e della Famila Schio di basket dal 1987.
Imprenditore di successo, è a capo della Unicomm srl, marchio che controlla i supermercati Famila. Allo stadio Euganeo, casa della
squadra veneta che contende l’accesso alla finale dei playoff al Varese,
è un vero e proprio idolo: giro di campo prima dell’ingresso delle squadre accompagnato dall’avvenente vice presidente Barbara Carron, saluto ai tifosi della curva e alle tribune con cori e applausi scroscianti e poi la chicca che infiamma lo stadio nel corso del match.
Cestaro segue la partita dal box radio e ogni tanto incita i giocatori con grida al microfono tipo “Forza Padua” o “Dai ragazzi”, con marcato accento veneto. Urla accolte da ovazioni e cori di rimando dei tifosi.
Un vero personaggio che anche in sala stampa dà spettacolo: passa in maniche di camicia salutando i giornalisti, invitandoli a seguire i biancoscudati anche nei match che rimangono e facendo una promessa: «A
Varese mi serve un megafono, visto che non potrò seguire i ragazzi dal box radio. Proverò a procuramene uno portatile e se me lo lasciano portare in tribuna mi farò sentire anche al Franco Ossola». Difficile che Cestaro possa incitare i suoi anche a Masnago come fa abitualmente a Padova, ma è
un personaggio che ricorda i vecchi presidenti di una volta, dei quali nel calcio impomatato e altezzoso di oggi si sente sempre di più la mancanza.
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