Robert De Niro torna al cinema tra commedia e azione
L'attore è il protagonista di "Stanno tutti bene". Nelle sale anche "Noi credevamo" di Mario Martone e "Ti presento un amico" di Carlo Vanzina
Il 12 novembre esce nelle sale il nuovo film di Mario Martone, Noi credevamo. Con un cast di attori italiani molto noti ed apprezzati (Toni Servillo, Luigi Lo Cascio, Luca Zingaretti, Luca Barbareschi sono solo alcuni) il film è ambientato nell’Italia meridionale di fine 800. Tre giovani, all’indomani della repressione dei moti del 1882, decidono di entrare a far parte della Giovine Italia di Mazzini. Attraverso le storie di Domenico, Angelo e Salvatore, il regista ripercorre alcune tappe della storia risorgimentale del nostro Paese. I protagonisti diventeranno rivoluzionari, animati dalla volontà di unificare la nazione e dallo spirito di sacrificio per i proprio ideali, anche a costo del carcere e della morte.
Venerdì 12 novembre arriva nelle sale italiane il nuovo fi
lm con il grande De Niro, Stanno tutti bene. Frank Goode è un uomo qualunque: impiegato in un’azienda che produce cavi, ha sempre mantenuto la sua famiglia. Una volta raggiunta la pensione, ormai vedovo, un pensiero comincia a tormentarlo: Frank ritiene di non aver trascorso abbastanza tempo con i 4 figli. Dopo un fallimentare barbecue (che avrebbe voluto diventare una riunione di famiglia), al quale nessuno si presenta, Frank decide di prendere in mano la situazione: valigia alla mano, affronterà un lungo viaggio attraverso gli USA per andare a trovare di persona ciascuno dei suoi figli.
Al cinema c’è spazio anche per Ti presento un amico, una simpatica commedia made in Italy, diretta da Carlo Vanzina. Marco (Raoul Bova) è un giovane manager italiano che lavora a Londra, in una grande azienda che commercia in prodotti di bellezza. Quando la sua fidanzata, sua connazionale, viene licenziata e decide di tornare in Italia, Marco sente il suo piccolo mondo crollargli addosso. La promozione a direttore marketing dell’azienda migliora il suo umore, finché non gli viene spiegato che cosa c’è dietro: dovrà recarsi nella filiale di Milano a licenziare un consistente numero di lavoratori.
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