Astuti (Pd): «Aria non va esautorata ma deve funzionare meglio»
Il consigliere regionale critica l'ordine del giorno presentato da Forza Italia che mira a depotenziare la centrale acquisti regionale: «Sbagliato tornare agli acquisti fatti dai singoli ospedali»
Forza Italia chiede di ridimensionare il ruolo di Aria Spa come centrale acquisti della Regione Lombardia e di tornare agli acquisti decentralizzati da parte di ogni ospedale. La richiesta è contenuta in un ordine del giorno alla riforma sanitaria, in discussione in questi giorni in Consiglio regionale dove le opposizioni stanno portando avanti una maratona per affermare le loro controproposte.
Oltre alle migliaia di ordini del giorno delle opposizioni ve ne è anche una manciata presentata dai consiglieri di maggioranza, e tra questi uno firmato dall’azzurro Gabriele Barucco che riguarda la tanto discussa centrale acquisti della Regione, già guidata dal berlusconiano Francesco Ferri, fatto poi dimettere da Fontana a marzo 2021, nel pieno della bufera dovuta alle disfunzioni della piattaforma di prenotazione del vaccino anti Covid.
L’ordine del giorno di Barucco chiede di «ridefinire il modello funzionale e operativo della rete degli acquisti” di Regione Lombardia, “prevedendo una gestione per livelli differenti che garantisca maggiore appropriatezza e rapidità nella raccolta dei fabbisogni, nella programmazione ed effettuazione delle procedure d’acquisto».
L’accentramento degli acquisti, però, è previsto da una legge nazionale, la 296 del 2006, in ragione della maggior efficienza e della riduzione degli sprechi. A denunciare il fatto è il consigliere regionale e capodelegazione del Pd in Commissione Sanità, Samuele Astuti, che ricorda come la Corte dei conti, nella sua relazione di febbraio, addebiti alla mancata programmazione e gestione centralizzata degli acquisti, in media, sprechi del 15/20%.
«Aria Spa ha dimostrato a più riprese tutti i suoi limiti – dichiara Astuti – ma quella di Forza Italia sembra una ritorsione contro gli alleati e contro Fontana e l’assessore Caparini, che sono i veri padri della società regionale. La centrale acquisti va messa in condizione di funzionare, non va certo esautorata, anche perché le inefficienze e gli scandali dell’era precedente non vanno ripetuti. Sarebbe sbagliato tornare agli acquisti fatti dai singoli ospedali e peraltro la legge nazionale prevede il contrario. Io faccio riferimento a esperienze positive come quella di IntercentER in Emilia-Romagna, che ha fatto risparmiare ai contribuenti di quella regione oltre un miliardo in cinque anni. Quello deve essere il nostro orizzonte, ma occorre ripensare Aria e sottrarla al controllo delle consorterie politiche della Lega e di Fratelli d’Italia, dandole un assetto davvero manageriale».
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