Pd: “Sulla manovra il sindaco chieda conto a Bossi”
Duro il consigliere Mirabelli: “La Lega non può lavarsene le mani perché, a Roma, anche i suoi ministri e i suoi parlamentari hanno contribuito a creare questa situazione”
Il Pd varesino non lascia passare neppur un’ora dalla nota diramata da Palazzo Estense sulla questione tagli e manovra che colpiranno gli enti locali. Riportiamo di seguito una nota a firma del consigliere comunale Pd Fabrizio Mirabelli (nella foto).
“Il sindaco Fontana, che è anche presidente di ANCI Lombardia, dopo avere restituito per protesta la fascia tricolore, continua a denunciare, il fatto, ormai evidente a tutte le persone non faziose, che i Comuni, compreso quello di Varese, sono “in mutande”.
Pur apprezzando, non da oggi, la sua presa di posizione personale, che, del resto, lo aveva già portato a sottoscrivere anche una mozione su questo argomento presentata dal PD in Consiglio comunale il 17 dicembre scorso, crediamo, tuttavia, che sia ormai tempo anche per il sindaco di dire la verità: è responsabilità, infatti, del centrodestra che governa a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale, se i Comuni, anche quelli virtuosi, sono costretti a lottare per la loro stessa sopravvivenza e soprattutto se la quantità e la qualità dei servizi erogati ai cittadini che pagano le tasse è destinata a peggiorare.
La Lega non può lavarsene le mani perché, a Roma, anche i suoi ministri e i suoi parlamentari hanno contribuito a creare questa situazione di estrema difficoltà per i Comuni virtuosi come Varese.
Dov’erano, per esempio, mentre il Cipe immobilizzava 1,2 miliardi di euro per il ponte sullo stretto? Perché non parlano più di abolire le province? Perché si sono dimenticati del promesso dimezzamento del numero dei parlamentari? Perché non procedono al taglio degli stipendi dei direttori generali dei ministeri e alla riduzione del parco delle auto blu che, negli ultimi due anni, è aumentato di ben 50.000 unità?
Il giochetto di essere corresponsabili a Roma del collasso degli enti locali e di protestare in periferia contro di esso, è un po’ troppo comodo e deve finire.
Che piaccia o non piaccia a Fontana, nonostante il suo impegno personale, i Comuni virtuosi come Varese continuano a rimanere soggetti al patto di stabilità allo stesso modo dei Comuni spendaccioni come Catania e Palermo, resta in forse la restituzione di parte del corrispettivo che lo Stato deve alla nostra città per l’ICI 2008 sulla prima casa, che ammonta a ben 1,2 milioni di euro, rimane un miraggio perfino lo stanziamento dei fondi promessi per i rimborsi ai varesini colpiti dall’alluvione.
Ciò è la vera causa dello slittamento del lungo elenco di sistemazioni stradali, marciapiedi e interventi strutturali di adeguamento nelle scuole avvenuto nel 2009 e nel 2010, come abbiamo più volte sottolineato in Consiglio comunale, sta comportando parimenti nuove rinunce destinate ad abbassare ulteriormente la qualità della vita dei varesini.
Fino a quando il Comune di Varese sarà costretto a subire una diminuzione di ben 350.000 euro delle risorse a favore degli anziani, delle nuove povertà, delle persone disabili, delle scuole, ecc., potremo percepire la protesta personale del sindaco Fontana solo come una scaltra finzione politica.
Fontana dovrebbe alzare il tiro e rivolgersi direttamente al ministro Bossi per chiedere conto delle ragioni per cui, da tempo, si sono perse le tracce del federalismo fiscale e della carta delle autonomie”.
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