Ivan Basso terzo, la maglia rosa è sempre più sua
Nell'ultima tappa in linea vince lo svizzero Tschopp, secondo Cadel Evans. Il varesino consolida il vantaggio su David Arroyo
Dal nostro inviato – Può essere bellissima una tappa quasi noiosa? Sì, se in maglia rosa c’è Ivan Basso e se i suoi rivali anziché provare il tutto per tutto si rincorrono e fanno il gioco del varesino. Se infatti lo spauracchio-Gavia alla vigilia poteva lasciare ancora qualche incertezza sul come sarebbe finito il Giro d’Italia 2010, l’arrivo del Tonale ci consegna la notizia che più di tutte stavamo aspettando: la maglia rosa è ancora, e sempre più, di proprietà di Basso che ora ha 15 chilometri a cronometro tra sé e il trionfo, non una passerella ma quasi. Lo dice la classifica perché il secondo (il resistente Arroyo ora è a 1’15”) è più lontano rispetto a venerdì, lo dice la condizione di Ivan che appena ha fiutato il pericolo (scatti di Evans e Scarponi) ha accelerato e chiuso i conti, lo dicono i suoi occhi sempre più convinti e convincenti.Certo, con una Liquigas-Doimo così in palla tutto è un pizzico più semplice perché anche in quest’ultimo tappone i blu-verdi hanno fatto il bello e il cattivo tempo, decidendo i tempi delle fughe e quelli degli inseguimenti. Una compattezza che però non nasce per caso e anche qui Basso ha meriti enormi: basta vedere come sa rendere i favori ai compagni. Nell’occasione aiuta il fidato scudiero Nibali a mantenere il terzo posto, prima tirandolo in salita e poi scavalcando Scarponi all’arrivo per togliere al marchigiano i secondi dell’abbuono. Un successo completo e legittimato fino in fondo, tanto che più di uno a questo punto chiede a Ivan le prime notizie in chiave Tour de France. Discorsi troppo anticipati perché prima bisogna correre a Verona e godersi il finale, discorsi comunque da affrontare nel futuro prossimo.
Al Tonale intanto, oltre alla bandiera varesina, sventola quella rossocrociata: il merito è di un tostissimo Johann Tschopp (Bbox) che va in fuga molto presto, si prende la Cima Coppi al valico del Gavia beffando un Simoni al canto del cigno e poi vola sul traguardo per una gran vittoria in solitaria, davanti a Cadel Evans e – appunto – a Basso.
LA TAPPA – La mattinata di Bormio, sede di partenza, scioglie subito i dubbi: nonostante i muraglioni di neve a bordo strada, viene confermato il percorso originale dell’ultima tappa di montagna, con la Forcola di Livigno e il Gavia (da Santa Caterina Valfurva), oltre a Foscagno e Tonale (179 i chilometri). La prima fuga è già quella importante, perché conta uomini del calibro di Vinokourov, Cunego, Simoni, Sastre, Lloyd e Pinotti che scappano tra metri e metri di neve. La Liquigas non forza l’inseguimento e preferisce rimanere compatta: decisione saggia che pagherà lungo il resto della corsa. Tra gli uomini in testa gli scatti non si contano: uno porta in testa Pirazzi che dopo un po’ viene ripreso, un altro vede protagonisti Simoni e Moncoutié su cui si porta anche Vinokourov.
All’inizio del Gavia la Liquigas piazza Szmyd davanti a Nibali e Basso e il gruppo della maglia rosa riduce un po’ le distanze da quelli davanti. In testa, con Simoni, è il momento di Tschopp che sul Gpm più ambito fredda le ambizioni e i tifosi del trentino transitando per primo. Lo svizzero è in giornata, si lascia Gibo alle spalle e sul Tonale è tutto solo; Vinokourov esaurisce le forze mentre nel gruppo dei big all’improvviso è battaglia. A 3 chilometri dalla fine Evans scatta d’orgoglio e se ne va, dopo un po’ esce anche Scarponi e Basso ringrazia perché a quel punto Arroyo cede ancora qualcosa. Poi Ivan nella volata per il terzo posto supera lo scalatore dell’Androni e fa un favore a se stesso e a Nibali, di poco attardato. L’unica cosa che gli sfugge è la maglia verde, tornata sulle spalle di Lloyd, ma questo per il cassanese è davvero l’ultimo dei problemi.GARZELLI SI ARRENDE – Alla fine, Stefano Garzelli, proprio non ce l’ha fatta. «Voglio e devo arrivare a Verona» aveva detto il besanese alla partenza di Bormio, ma il ginocchio picchiato duramente e ferito nella discesa tra il Mortirolo ed Edolo (nella foto, alla partenza) non ha proprio collaborato. Garzelli è partito lo stesso dalla Valtellina ma è stato costretto a ritirarsi dopo circa due ore di gara, lasciando così il suo 25° posto in classifica. Giro comunque positivo il suo, visto che la tanto desiderata vittoria di tappa è arrivata in una delle giornate più attese, la cronoscalata di Plan de Corones.
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