Quartetto di Cremona: 10 anni di successi
Simone Gramaglia: “Legame forte con la città e con le sue istituzioni musicali e liutarie”
“Nel 2000, a Cremona, durante una prova dell’Orchestra da Camera Italiana, gruppo dove tutti i migliori allievi della Accademia Walter Stauffer prima o poi venivano invitati a suonare, abbiamo, quasi per gioco, deciso di provare a suonare in Quartetto. La spinta ed il sostegno dei Maestri della Accademia non sono mancati fin dall’inizio. Salvatore Accardo, Bruno Giuranna e Rocco Filippini ci hanno da subito motivati a provare ad intraprendere con impegno la strada del quartettismo, ascoltandoci e procurandoci le prime occasioni per suonare in pubblico”. Così Simone Gramaglia, viola del Quartetto di Cremona, ricorda come 10 anni fa nacque uno degli ensamble cameristici oggi più interessanti nel panorama internazionale.
Lunedì 15 febbraio, Cristiano Gualco e Paolo Andreoli, Simone Gramaglia e Giovanni Scaglione si esibiranno al Teatro Ponchielli, con Massimo Quarta e Lilya Zilberstein, Il concerto ha un valore particolare, perché rinnova il legame con la città. “Quando si è trattato di scegliere un nome per il gruppo, visto che le cose sembravano promettere bene, la scelta è stata unanime sul nome della città che ci ha così tante volte ospitati durante le lezioni mensili con i Maestri. Inoltre quale nome poteva essere migliore di Cremona per un gruppo d’archi, visto che è famosa nel mondo, tra l’altro, per la sua grande tradizione di liuteria di strumenti ad arco?”
Il rapporto si è via via consolidato “Nel 2002 la vittoria al Concorso Internazionale per Quartetto d’Archi dell’Ente Triennale Internazionale degli Strumenti ad Arco in collaborazione con i Rotary Club di Cremona, segna un primo importante traguardo.
Senza che ce ne accorgessimo si stava creando un legame forte con la città e con le sue istituzioni musicali e liutarie. Legame che si è ulteriormente fortificato e intensificato con la conoscenza di Virginia Villa e di Paolo Bodini grazie ai quali si è creato un coinvolgimento ed una collaborazione con la Fondazione Stradivari veramente meraviglioso, che ci ha permesso di renderci ancor meglio ambasciatori dell’ importante patrimonio artistico che la città possiede.
Pensiamo al disco registrato con strumenti di Guarneri, Stradivari, e la stupenda viola Amati della Fondazione Stauffer, sponsorizzato da Axa, che è stato distribuito in tutto il mondo ed ha riscosso un grande successo tanto che, viste le continue richieste, bisognerà pensare ad una seconda edizione.
Non dimentichiamo il lavoro fatto all’ultima edizione del Concorso di Liuteria, con i concerti dove venivano presentati ogni volta strumenti moderni sempre diversi della collezione della Fondazione Stradivari, che ha permesso di mettere in luce molti liutai contemporanei.
O ancora alla presenza alle varie conferenze stampa ed incontri con i giornalisti ed il pubblico – a Milano, a Mondo Musica, ad Alba, a Genova – che hanno permesso di raccontare attraverso le parole ma, cosa più importante ancora, il suono, l’affascinante rapporto che c’ è tra liutaio ed esecutore, tra il pensare ad uno strumento ad arco come oggetto d’arte e il viverlo come mezzo di espressione interiore attraverso il suono”.
Anche oggi, nonostante il Quartetto frequenti i più prestigiosi palcoscenici internazionali, il rapporto con la città si rinnova quotidianamente. “In questi dieci anni la carriera ci ha portati a rappresentare, attraverso la musica, il nome di Cremona pressoché in tutto il mondo. Dagli Stati Uniti al Sudamerica, dall’Europa all’Africa, dall’Asia fino all’Australia.
Tante volte, durante i nostri viaggi, abbiamo avuto modo di raccontare, dopo i concerti o durante le conferenze stampa, tutte le caratteristiche e i pregi che la città possiede.
Tante volte abbiamo potuto parlare di come e quanto sia importante, per un giovane liutaio o per uno strumentista che stia cercando uno strumento o un arco, il passare da Cremona, per visitare le botteghe dei liutai che vi lavorano, provando strumenti moderni di altissimo valore, per visitare il Museo Stradivariano e la collezione di strumenti moderni della Fondazione Stradivari”.
Il bilancio è dunque ampiamente positivo: “Dieci anni sono un traguardo importante per noi, ma soprattutto una partenza per altri 10 e poi ancora 10 e poi chissà… anni di Musica!”
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