La discussione su interrogazioni e libertà d’espressione scuote il Consiglio Comunale di Luino
La controversia è sorta durante la seduta dell'assemblea cittadina di giovedì 28 settembre

A Luino, un dibattito acceso è emerso tra maggioranza e opposizione riguardo alla pratica di presentare interrogazioni e mozioni attraverso i mezzi di comunicazione prima che vengano discusse in Consiglio comunale. La controversia è sorta durante la seduta dell’assemblea cittadina di giovedì 28 settembre.
Secondo il primo cittadino Enrico Bianchi la questione verte sull’ «eleganza istituzionale» mentre per Furio Artoni, consigliere di minoranza, «sindacalizzare sull’uscita anticipata delle mozioni o delle interrogazioni già depositate è una ingiusta prevaricazione di quelli che sono i diritti della libertà di partecipazione e della comunicazione che deve poter arrivare a chiunque. La partecipazione, intesa come estensiva a tutta la comunità luinese, è fondamentale. E questo non significa sminuire il consiglio comunale, significa elevarlo. Voglio far conoscere alla popolazione cosa verrà discusso» dice Artoni.
Ad aprire il dibattito, l’interrogazione protocollata dal consigliere ed ex sindaco Andrea Pellicini, alla quale, non essendo presente, l’amministrazione ha rimandato la risposta. Una decisione “non regolamentare” secondo il consigliere di minoranza Davide Cataldo, il quale ha sottolineato che «La maggioranza non ha nessuna facoltà di decidere di non rispondere perché chi ha firmato quel documento non c’è. La risposta a questa interrogazione avrebbe potuto essere utile a tutto il consiglio».
Dato l’interesse suscitato dal dibattito, la maggioranza ha poi voluto inviare una nota alla nostra redazione per chiarire la propria posizione in merito:
Vorremmo sottolineare alcuni aspetti che nel Consiglio comunale di ieri forse non sono stati recepiti o compresi interamente. Il tema riguarda l’interrogazione del consigliere Andrea Pellicini sulle asfaltature, la sua pubblicazione sui media, la dichiarazione in assemblea del sindaco Enrico Bianchi e la risposta data dal consigliere Furio Artoni. La nostra riflessione non era sulla comunicazione ai media in generale. Diritto costituzionale altissimo e strumento sia della minoranza, sia della maggioranza. Il nostro appunto è sul comunicare e fare notizie ed opinione pubblica su una interrogazione che necessariamente deve avere la sua dialettica nel Consiglio Comunale. Accendendosi il dibattito prima, inevitabilmente viene svuotata dal suo significato istituzionale. Il dibattito sui media secondo noi deve essere a valle di quello fatto nella preposta sede decisionale e politica. Strumentalizzare inoltre la questione e mistificate la realtà delle cose , come stanno facendo alcuni rappresentanti della minoranza o ex consiglieri comunali , le reputiamo azioni atte a mettere in cattiva luce l’ottima comunicazione istituzionale che l’Ente sta portando avanti ora
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