Anffas interrompe il tavolo per il rinnovo del contratto collettivo scaduto da quattro anni. Fp Cgil: “Sono poveri che lavorano”
In provincia di Varese il rinnovo contrattuale interessa circa 400 lavoratori che si occupano di assistere persone con disabilità. Secondo Anffas mancherebbe la sostenibilità economica

Nel corso del tavolo di trattativa nazionale per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei lavoratori Anffas, associazione che si occupa dell’assistenza a persone con disabilità, anche nell’età evolutiva, ha deciso di interrompere i negoziati, a causa di alcuni dubbi riguardanti la sostenibilità economica del rinnovo stesso.
Il rinnovo del contratto, scaduto nel 2019, in provincia di Varese interessa 400 lavoratori. «Sono vittime sacrificali di un immobilismo fuori tempo, con salari fermi e con la conseguente insostenibile perdita del potere d’acquisto – commenta Davide Farano della segreteria Fp Cgil Varese – Sono poveri che lavorano. Ecco perché a livello nazionale e territoriale è stato proclamato lo stato d’agitazione che ha portato, negli enti della Provincia, ad una serie di assemblee per il personale e all’affissione delle bandiere sindacali sui perimetri delle strutture interessate. Una protesta doverosa a cui i dipendenti delle strutture hanno aderito con forza».
La protesta non si limiterà solo alle bandiere – fa sapere il sindacato di categoria – ma sono previste altre iniziative di presidio e volantinaggio a sostegno del diritto costituzionale alla giusta retribuzione, coinvolgendo e sensibilizzando le famiglie che da anni si rivolgono a queste strutture e la cittadinanza tutta.
«In alcuni casi, anche nel nostro territorio – continua Farano – i datori di lavoro hanno cercato di ridurre la portata della vertenza introducendo misure unilaterali di anticipo economico. A compensazione e da restituirsi una volta siglato il rinnovo nazionale. Come Fp Cgil riteniamo sia pericoloso sottrarre potere alla contrattazione nazionale a favore di interventi parziali, insufficienti e non coerenti per tutte le lavoratrici ed i lavoratori che operano nel settore».
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