Anche Google inciampa: GMail va offline per quattro ore
Questa mattina moltissimi utenti nel mondo non hanno potuto accedere alla loro casella email. Ecco come salvare la nostra posta ed evitare gli attacchi di panico
Qualche ora di irraggiungibilità e disservizio capita a tutti i siti web, e non fa notizia. Se però a cadere è GMail, il popolare servizio email marchiato Google, scattano immediatamente crisi di panico. O almeno così sembra "sfogliando" i giornali online di questa mattina.
Oggi, martedì 24 febbraio, molti utenti non hanno potuto accedere alla loro casella di posta dall’indirizzo www.gmail.com. La pagina non accennava a caricarsi, oppure appariva un messaggio d’errore generico. L’accesso era bloccato per buona parte degli utenti europei, ma esclusivamente via pagina web. Chi accede alla posta di Google con programmi come Outlook (quindi con il protocollo IMAP), non ha avuto problemi.
L’indisponibilità è durata quattro ore circa, ed è stata confermata dalla stessa Google. Anche la stampa italiana online ha notato il disservizio, con Repubblica che parla di utenti in protesta, Corriere che parla di disagi per 30 milioni di utenti (in realtà si trattava solo di una piccola parte di questi) e Panorama, che riprendendo il Guardian, parla già di un danno da 400 milioni di dollari l’ora (dando per scontato che senza Google non sia assolutamente possibile lavorare).
L’allarme è partito principalmente da Twitter, il social network in tempo reale ironicamente noto per i frequenti crolli dei suoi server. Oggi però Twitter ha funzionato, e in molti l’hanno usato per confermarsi il blackout vicendevolmente.
Ad allarme cessato, intorno alle 13:30, è bene ricordare una cosa. GMail è un account di posta gratuito, e come tale attualmente non garantisce la conservazione dei nostri dati. Inoltre, la parolina "beta" che appare accanto alla scritta "GMail", non è affatto estetica: nel linguaggio informatico significa "servizio sperimentale" e per questo non può garantire una sicurezza nella conservazione dei dati al 100%.
Anche i servizi a pagamento, per la verità, non offrono garanzie. O meglio, dovrebbero garantirle ma è meglio non fidarsi troppo. La stessa Apple, pochi mesi fa, era nell’occhio del ciclone per i frequenti crolli del suo servizio email a pagamento, Mobile Me.
Quindi? Quindi, se i dati che conservate in GMail sono importanti, fate delle copie di backup ogni tanto. Downloadblog ha un interessante articolo che spiega, passo a passo, come creare una copia di sicurezza della nostra casella di posta. E se non volete perdere tempo, potete sottoscrivere un abbonamento a pagamento a servizi di backup automatici.
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