Gallarate multietnica, straniero il 12% degli abitanti
I dati a fine novembre 2008: la maggiore percentuale di stranieri è nel centro città e a Cascinetta; la comunità più consistente è quella albanese
Gallarate si scopre sempre più multietnica: i dati ricavati dall’anagrafe comunale dicono che a fine 2008 gli stranieri rappresentavano il 12% del totale dei residenti. Vengono più o meno da tutto il mondo i nuovi abitanti della città dei due galli: le comunità più consistenti sono attualmente quelle albanese, bengalese e marocchina.
I residenti stranieri sono oggi poco più di seimila su un totale di 50752 gallaratesi. A scorrere i dati, si scopre che la distribuzione tra i diversi quartieri è però piuttosto disomogenea: se la percentuale di stranieri sul totale dei residenti è significativamente più alta della media nel centro cittadino e a Cascinetta (17%), a Ronchi è la metà della media (6%). Stupisce però che il dato di Ronchi, considerato il quartiere più elitario di Gallarate, non diverga molto da quello di Madonna in Campagna (8%), rione considerato popolare. Più vicini alla media i dati degli altri: Crenna, Cedrate e Caiello gli stranieri sono il 10% degli abitanti, ad Arnate l’11%, a Moriggia e Sciarè il 14%.
Da dove vengono i nuovi cittadini gallaratesi? La comunità più rappresentata è quella albanese, con 909 residenti (16% del totale di stranieri): i cittadini del Paese delle aquile sono arrivati per lo più nella prima metà degli anni Novanta, ma molti giovani sono nati e cresciuti in Italia. In città sono presenti soprattutto in centro città e a Crenna. A loro seguono bengalesi, marocchini e pakistani (tutti a quota 11% del totale), poi a seguire rumeni (10%), ecuadoregni (6%), cinesi (4%). Tra le prime dieci nazionalità rappresentate non compare nessun paese dell’Africa Nera. Oltre alle etnie di religione musulmana, consistenti sono le comunità di ortodossi e cattolici ortodossi di rito orientale provenienti dall’Est europeo. Tra le consistenti comunità dal Sudamerica molti sono cattolici, anche se sono in crescita gli evangelici. Caso a parte, gli albanesi, l’etnia più numerosa in città, ormai una delle comunità più integrate: per lo più non praticanti, si dividono dal punto di vista anagrafico tra musulmani e cattolici, questi ultimi integrati – come anche diversi rumeni – all’interno delle comunità cattoliche cittadine.
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