Il sogno di Volpi: «La ex-Montedison diventerà un parco tecnologico»

Il sindaco di Olgiate Olona invita la magistratura ad appurare ma guarda già al dopo bonifica. Spariranno i muri e con un'intesa pubblico privato si insedieranno imprese a basso impatto

«L’indagine della magistratura? Ben venga, nel frattempo noi continuiamo sulla strada della bonifica dell’intera area ex-Montedison» Il sindaco di Olgiate Olona Giorgio Volpi, che ospita sul suo territorio una buona parte dell’ex-polo chimico, non si scompone davanti all’ipotesi di disastro ambientale e prende lo spunto per spiegare cosa è stato fatto fino ad oggi con le aziende presenti nell’area, con la Regione, l’Arpa e il Ministero dell’ambiente nelle numerose conferenze dei servizi finalizzate alla caratterizazione del sito.

In sostanza in questi mesi, da marzo 2008 al dicembre scorso, i vari livelli istituzionali e tutte le aziende presenti nell’area a partire da Agrolinz, hanno studiato quanti e quali danni possono aver causato gli inquinanti trattati d queste aziende e il tipo d’intervento più adatto per bonificare l’area: «L’inquinamento è arrivato quasi con certezza alla prima falda  – spiega Giorgio Volpi – ed è per questo che si è deciso di creare una barriera idraulica verso la seconda, non ancora intaccata dall’inquinamento».

Proprio dalla falda più in profondità il Comune di Castellanza pesca l’acqua che finisce nelle case dei cittadini, acqua che attualmente è ancora potabile ed è controllata costantemente da Arpa. «Molto presto presenteremo tutti i dati e il piano di bonifica – sostiene il primo cittadino – si tratta di definire gli ultimi particolari. E’ chiaro che sarà Agrolinz a dover operare». Quando "l’incubo" polo chimico si concluderà si potrà cominciare a sognare e il sindaco il suo sogno già ce l’ha: «I rapporti con le aziende all’interno del polo chimico sono molto migliorati – spiega Volpi – nelle conferenze di servizio si è instaurato un clima costruttivo. Da questo clima di serenità dobbiamo partire per costruire il domani dell’area Montedison che sarà uno spazio aperto, spariranno i muraglioni e con una buona intesa pubblico-privato si potrà far diventare l’area un luogo dove potranno coesistere diversi intenti».

L’idea è quello di trasformare parte dell’area in un parco tecnologico alimentato con pannelli fotovoltaici, utilizzare le differenze di calore nella falda per creare energia geo-termica e teleriscaldamento, attirare investitori che vogliono sviluppare aziende sostenibili sul modello di quello che è stato fatto in valle alla ex-Castellanza Borri dove si è insediata la Siemens Vai: «Sinergie di questo tipo stanno funzionando in Germania e in Francia – conclude Volpi – li ho visitati e ne ho potuto apprezzare la redditività. in tempi di crisi come questo non c’è altra soluzione per rilanciare l’economia e allo stesso tempo uscire da quelle produzioni che non rendono più».

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Pubblicato il 15 Gennaio 2009
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