Sciopero alle poste di Lonate: “Dateci almeno il minimo sindacale”
Presidio dei dipendenti allo smistamento postale: dietro, una situazione complessa e la richiesta di certezza su contratti e paghe
Sciopero con presidio oggi, venerdì 4 luglio 2008, presso il centro di smistamento postale di Lonate Pozzolo. I dipendenti hanno incrociato le braccia per reclamare un regolare contratto al minimo sindacale: quello cui sono sottoposti non risponde infatti p
er niente alle loro aspettative. Poste Italiane, raccontano le dipendenti (in maggioranza giovani donne) in agitazione, appalta la gestione a SDA la quale appalta a sua volta a delle cooperative. Il punto è sapere da chi si dipende, ma neppure questo sembra chiaro. «Lavoriamo da un mese con un’azienda nuova del consorzio SAC. Il contratto era stato firmato con la Genius, appartenente allo stesso consorzio di cooperative, poi quando ce ne è stata mandata copia e sui nostri cartellini compariva il nome della cooperativa Elaia…» Insomma, già capire per chi si lavora è difficile: ma è il meno. «Non sappiamo nemmeno se e quando ci pagheranno: qui siamo in 50-55, ci lasciano a casa per vari giorni, dovremmo lavorare otto ore e ne facciamo due o poco più, ci dicono che non c’è lavoro e nel frattempo assumono altra gente, anche stranieri… detto senza razzismo, intendiamoci». Anche le condizioni dell’ambiente di lavoro non sono facili: sono sempre le dipendenti, che richiedono l’anonimato, a parlare di pressioni e minacce di licenziamento, soprattutto contro le fasce più deboli – neoassunti, giovanissimi, stranieri. E anche chi lavora sul posto da qualche anno si lamenta: «Mai visti scatti di anzianità»
Spiega la situazione il rappresentante sindacale Antonio Rubino, per Cgil: «Il 26 giugno avevamo scritto per chiedere formalmente un incontro chiarificatore con i vertici di SAC.Pper ora nulla si è mosso: attendiamo notizie dalll’azienda. Gli atteggiamenti tenuti fin qui sembrano finalizzati a far andare via chi già lavora per sostiturlo con altri che chiedano meno. Se non c’è lavoro, perchè si assume?» Sul posto si è anche tentato un picchettaggio, quando l’azienda ha inviato alcuni lavoratori a sostituire quelli in sciopero: i Carabinieri, chiamati sul posto, hanno alla fine convinto i dipendenti in presidio a lasciarli entrare.
Fin qui i lavoratori sul posto. La vicenda del contrattoper quanti si occupano dello smistamento della posta in arrivo e in partenza per l’estero per conto della SDA è comunque complessa. L’appalto precedente è scaduto e a vincere quello nuovo è stata la cooperativa Elaia, che fa riferimento al consorzio Sac di San Giuliano Milanese. Il problema è che la suddetta cooperativa non applica il contratto nazionale del trasporto merci, ma un’altra tipologia promossa dall’Unci (Unione nazionale cooperative italiane) e firmata con la Confsal, sindacato autonomo di non grande rappresentanza. Non hanno firmato le sigle sindacali nazionali, men che meno Cgil: «A Lonate Pozzolo su 80 lavoratori sono 60 i nostri iscritti – spiega Livio Muratore della segreteria varesina della Cgil -. Il decreto Milleproroghe impone di applicare il contratto nazionale e vieta queste tipologie che penalizzano i lavoratori. Il contratto applicato dall’Elaia prevede un compenso orario inferiore a quello nazionale, non prevede le stesse coperture per le ferie, la malattia, gli infortuni. Gli stessi problemi ci sono a Roma e Torino, nei ci magazzini la Sac ha vinto gli appalti. Andiamo avanti e aspettiamo che ci rispondano entro la prossima settimana, altrimenti si va allo scontro. Noi non vogliamo che si arrivi alla rottura, ma se non ci rispondono e non aprono una trattativa seria non ci sono alternative»
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