A Villa Panza Arcangelo Sassolino approfondisce “La condizione del Desiderio”
“La condizione del Desiderio”, in mostra a Villa e Collezione Panza fino a domenica 9 marzo 2025, sarà il tema dell’incontro
Un affondo sull’opera “La condizione del Desiderio”, in mostra a Villa e Collezione Panza fino a domenica 9 marzo 2025, sarà il tema dell’incontro con ingresso libero su prenotazione in programma per giovedì 20 febbraio alle 18.30 tra il suo autore Arcangelo Sassolino – uno degli artisti contemporanei italiani di maggior rilievo sulla scena internazionale – il filosofo Luca Illetterati e la critica d’arte nonché curatrice del progetto espositivo Angela Vettese, che assieme dialogheranno sul tema del “desiderio” come dinamica cardine della condizione umana.
L’installazione di Arcangelo Sassolino è una struttura monumentale, composta da putrelle in ferro azionate da un compressore ad acqua, che consente la lenta e costante oscillazione di un lungo braccio meccanico alle cui estremità pendono due pesanti lastre di marmo bianco di Carnia. Il carico di questo materiale antico grava sulle travi, forza al limite il perno centrale della struttura, dove tutta la fatica della macchina sembra concentrarsi.
L’opera, in un perpetuo tentativo di trovare equilibrio, non solo scandisce lo scorrere del tempo, ma diviene una potente metafora del desiderio umano: «Colmare un desiderio – come dichiara l’artista – richiede spesso sforzo, una ricerca lunga che talvolta non si realizza. È uno dei paradossi dell’esistenza. Il desiderio si ripete ancora e ancora. A volte richiede fatica, altre volte non ci si riesce. E anche quando lo si raggiunge, subito si genera un nuovo vuoto. È un ciclo senza fine».
I suoni metallici persistenti e ritmici che la struttura emette riflettono la fatica di una dinamica incessante, quella di una ricerca che, anche nel suo compimento, genera di nuovo mancanza. Il cigolio emesso dalla “macchina”, nel faticoso compito di raggiungere un apparente senso di stabilità, ma al contempo inesorabilmente messo in discussione da un nuovo squilibrio, appare come un lamento, la voce della materia che testimonia una condizione condivisa. È l’eterna mancanza e la spasmodica urgenza dell’essere umano di assecondare un nuovo desiderio.
Il dialogo di giovedì 20 febbraio si inserisce nel solco della poetica di Giuseppe Panza di Biumo e della tradizione di Villa Panza che, attraverso le arti visive, da sempre affrontano temi che interrogano il nostro presente. In occasione dell’incontro, nonostante la chiusura al pubblico della Villa, gli ospiti visitare liberamente l’opera dalle 18 alle 20.
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