Le foto di Vimercati a Villa Panza
Gli scatti di un trentennio, tra gli anni '70 e l'inizio del nuovo secolo, saranno esposti dal 22 febbraio al 30 marzo
Il Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano presenta la mostra fotografica di Franco Vimercati dedicata alle fotografie dal 1973 al 2001. Un viaggio verso la purezza dell’immagine. Il 22 febbraio 2008 apre al pubblico la prima retrospettiva dedicata al fotografo milanese. Le Scuderie di Villa Panza, la settecentesca proprietà del Fai a Varese, ospiteranno circa quaranta opere del fotografo milanese, collocabili negli anni Ottanta e Novanta del Novecento, il cui nucleo centrale proviene dalla collezione Panza di Biumo. Parallelamente, per completare il percorso, l’Associazione Culturale Borgovico 33 di Como esporrà venticinque immagini della produzione dell’artista degli anni Settanta.
Franco Vimercati (Milano, 1940-2001), personalità schiva, colta e intelligente, dopo una formazione canonica da pittore all’Accademia di Brera, si avvicina alla fotografia attraverso l’osservazione e lo studio. Dai primi esperimenti fotografici del 1968, emerge l’idea della serialità. I protagonisti delle sue immagini, infatti, durante quasi quarant’anni di ricerca e di produzione artistica, sono perlopiù oggetti facenti parte della sua quotidianità: un barattolo, un ferro da stiro, un bicchiere… Per alcuni anni si è dedicato alla sola immagine di una zuppiera, la stessa colta con il banco ottico da diversi punti di vista in una stanza della sua casa. Quella di Vimercati è stata una preziosa e profonda riflessione sul senso della visione, della percezione e sul significato della fotografia. Appare interessante il riferimento, nel suo lavoro, alla ricerca minimalista di Robert Ryman. Nelle fotografie degli Ottanta e Novanta si evincono i suoi interessi per le incisioni di artisti tedeschi quali Dürer ma anche per Rembrandt, Goya e Morandi. Vimercati sembra sentire la fotografia come un proseguimento ideale dell’incisione.
«La sua – dice Angela Madesani, curatrice della mostra – non è una ricerca sulla realtà tramite la macchina fotografica, ma una ricerca sulla fotografia che utilizza elementi presi dalla realtà. Gli oggetti fotografati sono immersi nel silenzio e nell’immobilità, il tempo come presenza dominante si avverte nelle sue immagini, che non a caso sono ottenute con lunghe pose e grandi macchine da studio». La rassegna, costituita da opere provenienti da importanti collezioni private italiane, è accompagnata da un catalogo con contributi di Angela Madesani e Giuseppe Panza di Biumo oltre a un’intervista inedita all’artista, apparati biografici e immagini delle opere in mostra (Edizioni Stella di Claudio Nicolodi Editore). La mostra è realizzata con il contributo della Provincia di Varese
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