«Rave party, la mappatura della Prefettura non è corretta»
Diffuso ai sindaci un documento con le aree dimesse da tenere sotto controllo. Ben cinque a Tradate, ma quattro, tra cui la ex Frera, sono già state riqualificate da anni
«Ma quali aree dimesse? Ne abbiamo già riqualificate quattro su cinque di quelle segnalate dalla Prefettura, è ora di aggiornare quella banca dati provinciale prima che si facciano mappature inesatte». Il sindaco di Tradate Stefano Candiani sottolinea l’inesattezza della lettera arrivata dalla Prefettura ai sindaci della provincia sulle aree dismesse, attualmente nel mirino della cronaca dopo il verificarsi di tre rave party nel giro di pochi mesi.
La lettera della Prefettura giunta ai comuni fa riferimento al documento di analisi e indirizzo del sistema industriale lombardo e fotografa una situazione che non risponderebbe alla realtà. Infatti, Candiani fa notare come non sia presente nell’elenco l’area di Cairate dove si è svolto il primo grande rave party di ottobre. «Ma non solo – prosegue Candiani -, nella nostra zona di Tradate segnalano come dismesse cinque aree e solo una attualmente non è stata recuperata. Per vedere quanto sono vecchi i dati della Provincia basta vedere che in quell’elenco, con cui tra l’altro è stato redatto anche il Piano di governo del territorio, c’è anche la ex Frera, non più dimessa da diversi anni e oggi nota sede della biblioteca».
Per quanto riguarda Tradate, nell’elenco fornito dalla Prefettura ci sono anche: la ex Chemiplastica, abbattuta da due anni e oggi cantiere per una costruzione residenziale; la ex Lesa, dove attualmente sono già costruiti edifici in parte abitati; la ex Moplast, già abbattuta e pronta per diventare un cantiere per un altro complesso residenziale. Rimane dismessa l’area della ex fonderia in via Cascinetta nella zona Cascina San Bernardo, per cuinon sono in corso o in progetto riqualificazioni. «Quattro aree su cinque non è un bel segnale per un documento così importante – conclude Candiani –. Non conosco le altre città così bene, ma spero che l’errore non riguardi anche altri, altrimenti la situazione è davvero preoccupante».
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