Prostituzione in appartamento, arrestata 33enne
La donna faceva prostituire due straniere in un palazzo di Piazza Giovanni XXIII. Reclutava clienti tramite la pubblicazione di annunci
I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Busto Arsizio ed i colleghi della Compagnia di Gallarate hanno arrestato una donna di origine colombiana di 33 anni per favoreggiamento della prostituzione di due donne entrambe di 37 anni, una di origine venezuelana ma nazionalità francese e l’altra colombiana.
La donna arrestata in regola con il permesso di soggiorno è residente in provincia di Pavia ma svolgeva l’attività illecita in un appartamento di Piazza Giovanni XXIII° di Gallarate. Le due donne che venivano favorite nell’esercizio della prostituzione sono residenti rispettivamente in provincia di Pavia e Gallarate. L’arrestata favoriva l’attività di prostituzione delle straniere con la pubblicazione di alcuni annunci su quotidiani locali che reclamizzavano le qualità delle due prostitute e si occupava di ricevere i clienti con i quali preventivamente aveva preso gli appuntamenti via telefono.
Nel corso del controllo e della successiva perquisizione sono stati trovati alcuni cellulari usati per i contatti con i clienti, numerosi profilattici e 350,00 euro in contanti frutto dell’attività illecita. Una delle donne ha cercato di nascondere il denaro celandolo dentro gli slip, ma il maldestro tentativo non è riuscito. Il denaro ed i cellulari sono stati sequestrati.
Nel corso delle prime investigazioni sono stati sentiti anche alcuni clienti delle prostitute che hanno fornito importanti elementi testimoniali circa l’attività illecita oggetto dell’indagine ed in particolare sul ruolo della donna arrestata.
Il magistrato competente per il caso è il Sostituto Procuratore di Busto Arsizio, Dott. Polizzi.
Dal comando dei carabinieri fanno sapere che nel corso della settimana sono stati effettuati numerosi controlli per la prostituzione in appartamento, soprattutto per quanto riguarda quella di origine cinese, che hanno portato anche ad alcuni arresti sia per la violazione della legge Bossi Fini sia per le ipotesi di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
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