La prima salita oltre i 4mila metri, sotto la cima dell’Ararat
Terzo giorno della spedizione di un grippo di alpinisti varesini sulla vetta tra Turchia e Armenia: una giornata di marcia per acclimatarsi
Terzo giorno della spedizione di un grippo di alpinisti varesini sull’Ararat
Giorno 3
La notte è stata lunga, fredda e movimentata, nel senso che i letti sprofondano nel terreno e abbiamo rischiato di scivolare per terra. Tutto esercizio fisico in preparazione della vetta!
Iniziamo la giornata con una lauta colazione. Non so se l’avate capito, ma ci piace mangiare! Sorpresa delle sorprese, per la felicità di Gigi, ci fanno trovare a tavola il miele nel favo, una prelibatezza.
Inizia la salita a campo 2. Il programma prevede una rotazione fino a 4050 metri e discesa alle tende di ieri per permetterci di acclimatarci.
Renzo fa da apripista, dandoci un ritmo perfetto che non ci fa neanche sentire la quota. Dopo un paio di doverose soste snack e qualche ora di cammino, iniziamo a intravedere le tende. Per chi non lo sapesse, il monte Ararat è un vulcano dormiente e l’ultima eruzione risale al 1840. Secondo la tradizione biblica, qui si è arenata l’arca di Noè dopo il diluvio universale. Ci piacerebbe raccontarvi che l’abbiamo trovata, ma abbiamo ancora tempo.
Finalmente ci riposiamo in una tenda presso il campo 2 e…sorpresa! Michele ci regala una purificazione con campana tibetana.
Siamo pronti ad affrontare la discesa e a rientrare a campo 1 per la merenda.
Il tempo di fare una “doccia” con salvietta umidificata e usufruire del “bagno “con vista ed è già ora di cena.
Seconda sorpresa della giornata: il nostro Masterchef curdo ha cucinato spaghetti con patate e polpettine, cottura perfetta e sapore eccezionale.
Domani ci attende una giornata impegnativa, quindi vi salutiamo con uno splendido tramonto.
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