Lega Nord: “Meglio il campo nomadi della scuola?”
Il segretario cittadino del Carroccio critica l'Amministrazione per il progetto che riguarda gli adolescenti della comunità Sinti
Riceviamo e pubblichiamo:
Diritto allo studio uguale per tutti i cittadini lombardi? A Sarónn non è così. Succede infatti che alcuni nomadi, da anni ormai cittadini saronnesi, possano scegliere di non mandare i figli alle scuole dell’obbligo.
Incredibile: sembrano esserci dei cittadini saronnesi che, pur avendo i nostri stessi diritti, possano decidere di non sottostare agli stessi doveri. Diritti per tutti, ma doveri solo per alcuni con il beneplacito della maggioranza. Sembra infatti che alcuni nomadi saronnesi della comunità Sinti lombarda possano scegliere di non mandare i propri figli alle scuole dell’obbligo, che come dice la parola, (ma a questo punto meglio usare il condizionale) dovrebbero essere d’obbligo per tutti.
Provate a pensare di essere voi stessi a scegliere di non mandare i vostri figli a scuola. Probabilmente vi trovereste in casa alcuni rappresentanti della forza pubblica che, giustamente, vi intimerebbero di sottostare ai doveri sociali di ogni buon cittadino. Doveri che (vorremmo ribadire solo per chi se ne fosse scordato) sono anche un Diritto per i minorenni: Diritto allo Studio. Evidentemente le leggi valgono per tutti, meno qualche eccezione.
Non è finita qui. La maggioranza, che sostiene di essere di centro destra, non solo non manda nessuno a controllare che il diritto allo studio dei minorenni venga garantito, ma avvalla addirittura questa situazione. Si è infatti deciso di inviare nel campo nomadi un educatore extrascolastico che -apprendiamo dal documento del Comune – sappia parlare con gli adolescenti del campo, dei loro progetti, dei loro sogni e delle loro aspettative e, nel contempo, sappia coinvolgere le famiglie nel progetto. Il tutto con lo scopo di far comprendere ai nomadi cittadini saronnesi la necessità di collaborare all’integrazione, pur conservando la propria cultura Sinti. Succede infatti, leggiamo dal documento del Comune, che alcune famiglie ritengano di poter controllare meglio i figli nel campo nomadi. In breve: meglio il campo che mandarli a scuola. Sempre dal documento del Comune apprendiamo che alcuni di questi genitori non ritengano utile che i propri figli proseguano un percorso formativo, in quanto non individuano delle prospettive di miglioramento. Prendiamo atto, sempre dal documento comunale, che questa situazione potrebbe portare anche al rischio di atteggiamenti devianti, che potrebbero sfociare addirittura in atti vandalici contro le ditte vicine al campo della comunità Sinti lombarda.
A noi sembra una situazione paradossale. Ci stupiamo di come possano accadere queste cose in un Comune governato da un’amministrazione che sostiene di essere di centro destra. Centro destra? A noi qualche dubbio ormai sorge, tenendo anche conto della decisione di creare una consulta degli immigrati.
Nei comuni leghisti invece il diritto allo studio è garantito per tutti i cittadini lombardi, a prescindere dalle proprie origini geografiche o etniche.
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