Il cappello della politica sull’ospedale
Anche alla vigilia dell’inaugurazione del nuovo monoblocco dell’ospedale di Circolo non si è resistito alla tentazione di attribuire a Roma la paternità dei finanziamenti, di ieri e di oggi, per la realizzazione dell’opera. Eppure non c’è nulla di più chiaro: infatti formalmente la firma sull’assegno la mette il governo in carica , in realtà si è all’ultimo passo di una procedura a monte della quale ci sono i tributi dei cittadini e la lunga attività di programmazione di chi ha ritenuto la nuova struttura indispensabile per la crescita della comunità locale.
Quando si tratta di sanità e di ospedali la programmazione è compito delle regioni.La richiesta per il nuovo monoblocco di Varese partì per Roma negli anni 80 dopo che Adamoli aveva convinto il gruppo DC, e soprattutto il comasco presidente Guzzetti, che il “Circolo” meritava la precedenza sul Sant’Anna della città lariana. L’iter è stato laborioso (erano anche tempi di Tangentopoli) ma tutti i vari passaggi furono superati e arrivò il via libera al progetto.
Lo stesso discorso vale per iniziative, e opere successive, al “Circolo”: sono arrivati o arriveranno altri finanziamenti certamente non a titolo di elargizione, ma di una sensibilità in linea con la programmazione.
E’ stato anche criticato il mancato invito del ministro Turco all’inagurazione del monoblocco: poteva starci, ma non era di rigore. Sarebbe stato però un gesto apprezzato da chi ha visto e vede molto di nuovo e di utile nella sintonia con la quale alcuni opposti schieramenti del Pirellone affrontano assieme grandi progetti nell’interesse di noi lombardi.
Oggi Varesenews pubblica una lettera indirizzata dal senatore Fernando Rossi (Pdci) alla preside
del liceo Crespi di Busto Arsizio. La vicenda
è nota, non entro nel merito, mi limito a un auspicio: che Rossi Fernando mai diventi ministro della giustizia.
Sempre oggi, replicando a un corsivo di Varesenews che segnalava nei manifesti del Movimento Libero la promessa di voti come schiaffi al sistema partitico, Alessio Nicoletti, leader non ha avuto problema a confermare il tutto.
Pensate allora se nel recente passato qualche cittadino avesse proposto di sculacciare i politici. Giudicato per i risultati ottenuti come assessore, Alessio Nicoletti oggi farebbe ancora fatica a sedersi.
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